EFFETTI DEL CARRY TRADE SULL’ ECONOMIA MONDIALE

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Finanza

Dopo la forte crisi finanziaria avvenuta nel 2008, abbiamo assistito nell’ ultimo anno , ad una generalizzata ripresa di tutte le attività più a rischio come i titoli azionari, i bond, i derivati , ecc. Sino ad oggi , dopo il crollo verticale dovuti agli effetti della crisi generata dai sub – prime, abbiamo avuto una generalizzata ripresa che ancora non è chiaro come si svilupperà, secondo un andamento a V oppure secondo un più lento andamento ad U, come sostenuto dal professore americano Nouriel Roubini. L’ esplosione dei prezzi potrebbe però non essere di buon auspicio per l’ andamento economico mondiale, considerato che tale livello dei prezzi dei principali investimenti a rischio mondiali deriva da operazioni speculative condotte in prevalenza da hedge fund , private equity o altri grossi investitori. In sostanza si è verificato che tantissimi operatori professionali hanno fiutato l’ affare ed hanno provveduto a richiedere forti quantità di debiti in dollari, che ricordiamo ha un tasso d’ interesse prossimo allo zero, così come voluto dalla Fed per incentivare gli investimenti soprattutto al di fuori del territorio americano. L’ indebitamento in dollari risulta però ancora più vantaggioso in virtù del fatto che la valuta americana è in forte deprezzamento nei confronti di quasi tutte le maggiori valute mondiali. Tale circostanza determina nei risvolti pratici un tasso di interesse negativo, pari a circa il -10 / 20 per cento. Se si effettuano i giusti investimenti quindi i rendimenti possono salire a livello del 50 , 60 per cento del capitale investito come dimostrano le ultime vicende finanziarie.

E’ il fenomeno del carry trade ingigantito fortemente dall’ effetto leva, che consente di movimentare un capitale anche 100 volte inferiore alla propria esposizione finanziaria. Il problema è che questo eccezionale stato di cose è dettato dalla enorme massa di dollari riversata sul mercato dalla Fed, il quantitative easing stimato in 1800 miliardi di dollari è stato un evento eccezionale che difficilmente avrà un seguito. Del resto anche il deprezzamento del dollaro non può essere infinito, anche perché le altre valute mondiali , e lo vediamo sempre più frequentemente, risultando fortemente svalutate penalizzato l’ export e per alcuni stati tale penalizzazione è inaccettabile. Quando quindi gli effetti straordinari cesseranno avremo quindi una corsa ad effettuare operazioni di ricopertura che produrranno una brusca diminuzione dei prezzi che potrebbero mettere in crisi i vari mercati dei titoli più ad alto rischio. Per cui gli operatori devono tenere particolarmente sott’ occhio lo sviluppo della ripresa americana, che se dovesse rivelarsi più forte del previsto potrebbe indurre la Fed ad aumentare i tassi d’ interesse e portare quindi ad una forte contrazione degli investimenti. Stesso effetto potrebbe avere uno sconvolgimento geopolitico nel medio oriente con possibili confronti militari che coinvolgono Usa , Iran ed eventualmente Israele o anche Pakistan o Libia.

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