Il quadro tracciato dal Censis per il biennio 2009 – 2010 è spietato, sempre più famiglie sono in difficoltà a far quadrare i conti e ad arrivare a fine mese. In sostanza circa il 60 per cento delle famiglie ha avute delle difficoltà a pagare rate di mutui, prestiti o soltanto ad arrivare alla quarta settimana del mese. Il 7,9 per cento di tutte le famiglie del nostre paese no ha pagato una o più scadenze, il 13 per cento lo ha fatto con molta difficoltà , mentre circa il 38 per cento di tutto il campione ha avuto qualche difficoltà ad onorare alcune scadenze. In quadro non molto edificante che deve essere letto anche nell’ ottica di una recessione che ancora non è del tuto svanita e che ha aumentato notevolmente le persone precarie nel mondo lavorativo. La liquidità è infatti mediamente aumentato, si sono verificati aumenti dei depositi nell’ ordine del 10 per cento per tentare di tamponare alcune situazioni finanziari spiacevoli.
Gli aumenti per l’ anno 2011 vengono quantificati in poco meno di mille euro a persona, ad influire saranno soprattutto gli aumenti per strisce blu, revisione auto e caldaie, aumento dei libri , aumento delle utenze come gas, luce ed acqua. una tassa occulta che graverà mediamente per le famiglie intorno ai 2200 euro. Cattive notizie anche dal fronte occuprazione, in quanto oltre a diminuire i lavoratori dipendenti, diminuiscono anche artigiane e partite ive che scendono di circa il 7 per cento con una cessazione di circa 429.000 posizioni contributive autonome. Nel 2009 persi oltre 480000 unità lavorative ed oltre 2 milioni di giovani tra i 18 ed i 34 anni non studiano o lavorano e non cercano neanche un impiego.
L’ Italia una volta era famosa per avere un tessuto imprenditoriale fondato sulla piccola impresa che garantiva sicuramente eccelenza qualitativa ed una certa flessibilità che consentiva di correre ai ripari in caso di problemi congiunturali. Il nord est era lodato e l’ eccelenza made in italy era un marchio di garanzia da esportare nel mondo. purtroppo nel biennio 2009 2010 a soffrire sono sopratutto i settori di punte dell’ export made in italy , infatti male il settore calzaturiero e tessile oltreché gioielleria e abbigliamento. Purtroppo tali settori sono in forte difficolta data la concorrenza dei paesi emergenti che offrono sempre più manodopera a basso costo a scapito della qualità . Le aziende preferiscono delocalizzare, ma il rischio concreto è la despecializzazione. Infatti adesso il Censis inquadra tali imprese come quelle più a rischio, anche perchè non sono al riparo dalla crisi internazionale.
Evasione da record ad aumentare è sopratutto l’ evasione fiscale che raggiunge la cifra record di 100 miliardi di euro. Purtroppo circa il 4,7 per cento del pil nazionale è occulto e non viene dichiarato allo stato, con forte crescita del lavoro nero e della sottofatturazione, soprattutto in alcune regioni del sud.


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Data: 03 dicembre 2010



