Borse e dati degli istituti bancari

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Scritto da: - Categoria: Finanza, Mutui

Periodo di borsa davvero difficile e frequenti altalene che fanno perdere di vista agli investitori quali siano i riferimenti importanti per poter districarsi sul mercato. Sebbene in extremis il governo americano abbia raggiunto l’ accordo necessario ad evitare il default, le borse sono partite nervose a causa dell’ abbassamento dell’ out look ,da parte delle agenzie di rating, sullo stato di salute dell’ economia americana. Tuttavia, come è spesso accaduto nelle altre sedute gli indici hanno recuperato, e poi alla fine sono nuovamente passati in territorio negativo. Le notizie che si sono susseguite durante la giornata fanno comprendere solo in parte come l’ umor degli investitori sia abbastanza cangiante. Ad esempio l’indice Ism servizi è sceso in luglio a 52,7 punti da 53,5 in giugno. Il dato è peggiore delle attese degli analisti che si attendevano un miglioramento a quota 53,5 punti. Tuttavia più che sui dati macroeconomici sembra che attualmente gli investitori si focalizzino su un aspetto psicologico che causa impennate impreviste sia al ribasso che al rialzo.

Francoforte in definitiva la borsa più penalizzata dell’ area europea dove gli indici si sono ben presto rivolti verso il rosso ed hanno raggiunto picchi superiori al 2 per cento. Per l’ Italia un’ altra giornata interlocutoria dove hanno tenuto banco oltre alle notizie macroeconomiche anche le trimestrali del settore bancario.

Come detto a livello europeo sono state Barclays ed Hsbc a fare da apri pista per capire come siano andate le trimestrali del settore. Tuttavia i primi dati non sono stati molto positivi e nonostante Hsbc sia molto radicata in oriente le trimestrali sono state poco incoraggianti.

In Italia ha tenuto banco invece la pubblicazione dei risultati di una delle maggiori banche del paese, Unicredit che ha dimostrato di essere in ottima forma. Per l’ istituto bancario la prima metà dell’anno si è chiusa con un utile netto in aumento del 97,5% rispetto a un anno fa a 1,32 miliardi, di cui 511 milioni nel secondo trimestre. I risultati del secondo trimestre è superiore al consenso degli analisti che puntavano in media a 471 milioni. Si tratta tuttavia di un calo del 37% dovuto al minore contributo dei proventi da negoziazione.

Il mercato dei debiti sovrani e delle valute segue lo stesso copione dell’azionario. Per quanto riguarda lo spread tra titoli obbligazionari italiani e quelli tedeschi in mattinata è stato raggiunto il livello record, per poi ridursi nella seconda parte della mattinata. Nel pomeriggio resta stabile lo spread BTp-Bund a 366 mentre sale al record di 78,5 punti il differenziale con l’Oat francese.

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