Gli analisti di Axa investment management sembrano convinti che il futuro delle aziende industriali sia più roseo in europa rispetto che negli stati uniti d’ america. Secondo gli esperti del settore azionario un prezzo per azione pari a circa 12 volte gli utili attesi resta una quotazione interessante e nei casi in cui si hanno tali rapporti prezzi / utili occorre avere una visione buy sul titolo. In particolari gli uomini di axa prevedono un ritorno in termini di utili di un valore compreso tra il 10 ed il 15 per cento del prezzo indicato in borsa, a differenza delle azioni americane in cui il valore di utili atteso è di circa il 10 per cento. In particolare il settore dove si prevede una crescita maggiore sono i settori dei beni di consumo non ciclici.
Anche Hsbc ha evidenziato che i prezzi sono notevolmente risaliti rispetto ai minimi, e visti gli ottimi fondamentali sarebbe il caso che gli investitori avessero un’ ottica di lungo termine. In casa Hsbc i settori su cui puntare sono energia, industria, beni d’ investimento, hardware , software e telecomunicazioni. Sicuramente i settori finanziari e bancario in generale sono notevolmente sottovalutati ed occorre del tempo per permettere una risalita delle quotazioni, mentre altri settori come quello delle materie prime potrebbero avere un notevole balzo della crescita in poco tempo, visto anche il notevole aumento di prezzo di molte materie prime come ad esempio oro, rame e e argento.
Sicuramente gli investimenti più remunerativi restano quelli effettuati nelle borse dei mercati emergenti, che anche se negli ultimi tempi sono stati leggermente sottostimati hanno ottenuto performance molto significative. Ad esempio negli ultimi due anni l’ indice Msci Emerging Markets segna un rialzo di circa 100 punti percentuali rispetto ad un più 30 per cento dell’ indice delle borse mondiali o di quelle americane. Pertanto chi abbia effettuato un investimento in un mercato delle economie emergenti, come India, Cina o Brasile ha avuto in media un ritorno pari al doppio del capitale investito. Naturalmente ci sono anche delle eccezioni visto che per investire in questi mercati occorre valutarne bene i rischi. In particolare vi sono rischi derivanti da quote di aziende che possono avere dei problemi , dai rischi relativi ai problemi dovuti a possibili instabilità governative all’ interno del territorio statale.
Al riguardo parlano i dati che secondo una ricerca della Jp Morgan Investment evidenzia che nei primi anni 90 circa il 77 per cento del Pil mondiale era concentrato solo nel 12 per cento della popolazione, cioè negli stati europei e del Nord America. Un evidente sperequazione a cui si sta tentando lentamente di porre rimedio. Anche l’ indice di urbanizzazione evidenzia che nei paesi sviluppati oltre il 95 per cento della popolazione vive in centri abitati. Quindi la migrazione rurale avverrà probabilmente nei paesi emergenti.




Tag:
Data: 29 novembre 2010



