In un periodo di crisi molto marcato come quello attuale giunge davvero inaspettata la notizia che la Banca Centrale Europea ha deciso di aumentare il capitale sociale di 5 miliardi di euro. La preoccupazione maggiore è oramai la grande quantità di titoli di stato che la banca centrale ha acquistato dai vari paesi a rischio default. In particolare la Bce ha obbligazioni di Portogallo, Spagna, Grecia e Irlanda che visto il periodo difficile a cui sono chiamati a porre rimedio devono dimostrare che non vi sia pericolo di inesigibilità di dette somme. In particolare l’ operazione dovrebbe avvenire in due momenti con contributi diretti entro la fine dell’ anno corrente e successivamente entro il 29 novembre del 2011 e poi dell’ anno successivo. In questo caso alle banche centrali degli stati membri è richiesto un ulteriore sforzo per rendere più solida un’ istituzione comune che salvaguardia l’ intera stabilità degli stati membri della comunità europea.
Gli attivi della Banca Centrale Europea sono pari a 138 miliardi di euro e con questa operazione viene raddoppiato il capitale sociale che passa da 5,76 miliardi di euro a 10,76 miliardi di euro. L’ operazione ha il compito di allargare il margine di manovra e si ha una maggiore tutela in caso di insolvenza, anche solo in parte , da parte dei titoli di stato a rischio che ha in portafoglio. Occorre ricordare che oltre 72 miliardi di euro sono stati forniti come aiuti di stato alle varie nazioni a rischio e pertanto la Bce risulta comunque esposta ad un rischio di titoli tossici.
Riguarda l’ operazione di acquisto di titoli di stato dei paesi a rischio default promossa dal presidente della Bce Jean Claude Trichet più di qualcuno ha consigliato di agiro con prudenza. In Italia Mario draghi consiglia di monitorare frequentemente l’ esposizione finanziaria in modo da non esporsi troppo e compromettere una istituzione creata per il bene di tutti i cittadini europei. Infatti c’è il rischio concreto che parte del debito e dei prestiti effettuati non rientrino e la Bce si assuma consistenti perdite.
Le banche nazionali contribuiranno all’ aumento di capitale in base alla propria percentuale di partecipazione alla Bce. In particolare le 16 banche aderenti alla Bce forniranno oltre 7 miliardi di euro mentre oltre 3 miliardi di euro saranno versati dalle 11 banche non aderenti. La quota che l’ Italia dovrà versare attraverso la banca italiana è di circa 624 milioni di euro.
Inoltre è stata decisa a beneficio della stabilità della banca una stretta per l’ acquisto di quei titoli che comportano l’ assunzione di un alto rischio e pertanto a forte rischio inesigibilità.




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Data: 16 dicembre 2010



