Preoccupano i conti del debito pubblico dei vari stati europei. Il bollettino della banca centrale europea di dicembre traccia un quadro a tinte fosche. Gli unici paesi a non veder aumentato il debito pubblico nel 2012 saranno Germania e Italia. Del resto il notro paese conserverà un debito superiore al 100 per cento del pil, e la disoccupazione dovrebbe attestarsi intorno all’ 8 – 9 percento. In europa adesso non vameglio ed aumenta sopratutto la durata della disoccupazione oltre che il debito pubblico di molti paesi. L’ inflazione sarà circa l’ 1,7 per cento mentre i tassi di interesse all’ 1 per cento sono attualmente adeguati visto che la ripresa non è ancora cosi forte da poter pensare di aumentare i tassi di interesse.
L’ istituo di Francoforte ammonisce i paesi europei che nel 2011 dovrebbero vedere tutti aumentare il debito pubblico, anche perchè saranno spese molte risorse pubbliche per sostenere una crescita industriale ancora non del tutto autonoma. Solo 4 paesi hanno rapporti debito pil superiori al 4 per cento e cioe grecia, irlanda italia e belgio. Uttavia il debito italiano dovrebbe stabilizzarsi e non crescere nel 2012. La crescita nell’ area europea dovrebbe essere tra lo 0,6 e il 2,1 per cento nel 2011 e leggermente superiore nel 2012.
I tassi di interesse dei titoli di stato pubblico sono adeguati per i diversi paesi europei anche se lo spread con li bund tedesco dovrebbe essere inferiore e tenuto sotto il valore dei 200 punti, superato questo momento particolare del mercato.
Tuttavia in Italia l’ aumento dei disoccupati è stato moderato intorno al 7 per cento mentre nei paesi come Irlanda e Spagna abbiamo assistito a forti aumenti dei disoccupati che sono dovuti principalmente ad un riassetto del settore delle costruzioni. Negli altri paesi la disoccupazione ha avuto un aumento più moderato in virtù anche di politiche di lavoro flessibile adottate. Le misure adottate dalla BCE come la riduzione del tasso di interesse a solo 1 punto percentuale ha natura straordinaria ed in linea con il momento particolare dell’ economia. Tali tassi vengono comunque definiti adeguati, in virtù del fatto che comunque l’ inflazione non risulta eccessiva ed in linea con quanto programmato dall’ istituto di Francoforte per il 2010.




Data: 09 dicembre 2010



