Ultimi grafici dell’analisi tecnica
L’analisi intermarket
Uno dei grandi vantaggi dell’analisi tecnica è la possibilità di effettuare un monitoraggio contemporaneo di un elevato numero di strumenti e di mercati. Una possibilità che si rivela tanto più utile in un’ottica di diversificazione degli investimenti. L’approccio intermarket consente di individuare i cambiamenti più significativi di tendenza lungo l’intero spettro dei mercati finanziari, andando a individuare come i vari mercati finanziari interagiscono uno con l’altro. La comprensione dei principi dell’analisi intermarket è indispensabile ad esempio per sapere come i prezzi delle obbligazioni e dei tassi di interesse influenzano il mercato. L’analisi intermarket si concentra sulle interazioni tra le principali classi di strumenti, vale a dire materie prime, tassi di cambio, obbligazioni e azioni. Lo studio inizia dal mercato delle materie prime, il quale ci indica la forza dell’economia, la direzione dell’inflazione e dei tassi di interesse. Sono poi molto importanti anche l’andamento dell’oro e quello del petrolio. Un aumento del prezzo di entrambi è un chiaro fattore di ripresa dell’inflazione, che solitamente si riflette in un aumento dei prezzi delle obbligazioni (l’inflazione elevata tende a far rallentare la crescita economica e le banche centrali sono in questo modo costrette a ridurre i tassi di interesse per evitare la recessione). Un aumento dei rendimenti obbligazionari, ovvero il calo dei prezzi dei bond, costituisce poi un fattore ampiamente negativo per i listini azionari: un’inversione di tendenza sul mercato obbligazionario molto spesso precede infatti lo stesso fenomeno sul mercato azionario. Il principio intermarket generale tra le tre classi di strumenti finanziari è quello che le materie prime sono le prime a invertire la loro tendenza, seguite poi dai bond e infine dalle azioni. Questi tempi di risposta tra i vari mercati tendono comunque a essere molto variabili.
La diversificazione internazionale e l’analisi settoriale
Le decisioni di allocazione dei capitali stanno assumendo sempre di più una dimensione internazionale, seguendo i consigli dei gestori di diversificare i propri portafogli. Un aiuto in questa direzione giunge sicuramente dai fondi comuni di investimento, i quali hanno fortemente facilitato questo processo di diversificazione geografica. Anche se le azioni e le obbligazioni internazionali tendono a muoversi all’unisono, l’analisi dei trend globali può confermare o meno l’indagine su di un mercato specifico. La semplice analisi di come i prezzi delle materie prime stanno andando rispetto alle obbligazioni può aiutare a decidere su quale settore azionario investire. Un altro impatto da analizzare è quello della valuta di riferimento, il cui deprezzamento tende di solito a favorire le azioni a larga capitalizzazione, che presentano buona parte del fatturato pagato in divisa estera, rispetto alle aziende più piccole e concentrate sul territorio nazionale.
L’analisi della forza relativa
Negli anni più recenti lo sviluppo dei fondi settoriali ha permesso agli investitori di ruotare con una certa facilità le risorse da un determinato settore azionario ad un altro. Invece di fare liquidità (vale a dire: uscire da un mercato andando a vendere le azioni in possesso), se un settore diventa troppo forte rispetto agli altri, la strategia più comune in questo senso è quella di ruotare su di un settore che inizia a manifestare segni di risveglio. In questa costante ricerca tra i settori leader e quelli ritardatari, la forza relativa è il concetto portante. La forza relativa individua come il prezzo di uno strumento finanziario si stia comportando in relazione a un altro. Quest’analisi può essere applicata a qualsiasi coppia di titoli, e si può usare sia per individuare un’azione che sta facendo meglio del mercato, sia per paragonare un’azione individuale con un indice di settore. La maniera più semplice per iniziare la ricerca delle azioni vincenti è quella di individuare quali settori stiano mostrando una forza relativa superiore al mercato nel suo complesso. Successivamente, è necessario individuare le azioni individuali che siano le più forti del settore. Il ritmo con cui ruotare tra investimenti che registrano una performance superiore o inferiore al mercato dipende dall’attitudine dell’investitore. L’analisi di forza relativa può essere applicata all’interno di un settore, ad esempio suddividendo le azioni dei trasporti in quelle di compagnie aeree, ferrovie e trasporti stradali e muovendo i fondi nel settore che via via si proponga come più dinamico. La forza relativa comparata rispetto all’indice di mercato permette, tra l’altro, anche di confermare l’eventuale rottura di una fascia di consolidamento.
SIMONE RICCI




Tag:
Data: 06 novembre 2009



