Il ministro dell’ economia e delle finanze italiano Giulio Tremonti in un recente intervento ad un forum francese ha ammonito tutti dicendo che la crisi non è ancora terminata. Secondo Tremonti sarà la politica a delineare le nuove strategie che avranno ripercussioni anche su livello economico. Infatti dopo il crollo del muro sovietico si sono creati altri gruppi e le strategie e le iterazioni sono sempre tra macro gruppi. In quest’ ottica l’ europa dovrà rispondere alla sfida globale tenendo conto del nuovo ruolo dei mercati emergenti e del riscatto degli stati uniti, che con una disoccupazione che sfiora il 10 per cento, tentano di riprendere i vecchi consumi e rilanciare l’ economia interna. Tremonti usa un ‘assonanza per coinvolgere forse anche i più giovani, visto che trova una similitudine con un mostro che viene sconfitto ma subito dopo ne apparre un’ altro e quindi non bisogna rilassarsi. In questo momento sembra che il problema principale sia l’ inflazione ma anche un recupero dell’ economia che ancora non appare del tutto completo. Occorre allora che la sfida fra le economie continentali sia fatta secondo i dettami della politica che dovrebbe avere a cuore oltre che gli interessi nazionali pubblici anche quelli privati che in molte occasioni hanno creato situazioni di default in alcune economie sovrane. La rivoluzione sembra essere basata su alcuni pilastri come un ruolo più centrale della banca centrale europea che è impegnata nei salvataggi delle economie in difficoltà ma che successivamente dovrà monitorare il rischio dei vari paesi ed assumere decisioni che riguardo l’ intera comunità europea.
Tremonti rilancia inoltre sulla proposta degli eurobond. infatti la proposta fatta insieme al ministro lussemburghese Juncker torna di attualità e dopo aver ricevuto diversi pareri favorevoli, ma alcuni contrari come quelli tedeschi, con Angela Merkel che comunque è rimasta abbastanza fredda sulla proposta dei bond europei. Tremonti ribadisce che tale emissione di euro bond potrebbe favorire una certa trasparenza e liquidità dei mercati con un ‘ agenzia che controlla le emissioni obbligazionarie dei vari paesi ed interviene nel caso si verificano situazioni di default come quella portoghese o greca. La crisi secondo il mistro delle finanze Giulio Tremonti potrebbe portare anche degli insegnamenti che sono una meno netta separazione tra debito pubblico e debito privato , ed anche la fine delle conomie nazionali visto che adesso su scala globalizzata e con le economie emergenti occorre ragionare per macro aree. Diventa importante il ruolo della comunità europea in questo frangente.




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Data: 06 gennaio 2011



