Situazione azionaria e bond sovrani

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia

Oltreoceano a Wall Street sembra che le situazioni di crisi, il pessimismo e una certa negatività abbiano lasciato il passo ad una euforia galoppante  che predica acquisti ed investimenti soprattutto nel settore azionario. Resistono ancora delle voci, non del tutto infondate, che dicono che la situazione positiva potrebbe presto rivelarsi una nuova bolla finanziaria, che non esistono i fondamentali per uno sviluppo del mercato azionario e che la montagna di debiti sulla quale siamo seduti continua spaventosamente a crescere. Tuttavia lo S & P 500 ha guadagnato oltre 27 punti percentuali da fine agosto, lo stesso indice ha ottenuto un rialzo del 9 per cento solo nell’ ultimo mese. L’ ottimismo ha raggiunto livelli impensabili, gli esperti snocciolano statistiche secondo le quali lo S 6 P non è sceso per 94 sedute consecutive sotto la sua media mobile, cosa che non succedeva da circa 84 anni. Insomma dati che fanno ben sperare e confutano la legge di Farrel che prevedeva che quando tutti sono permeati di ottimi propositi e le previsioni sono favorevoli sicuramente capiterà qualcosa di spiacevole che rivoluzionerà il flusso degli investimenti. Occorre infatti considerare che la maggior parte degli investitori è oramai orientata alla positività ed i ribassisti che prima affollavano le sale trading hanno lasciato il posto ai compratori. Probabilmente anche qualcosa di spiacevole non capiterà ne quest’ anno nè l’ anno prossimo visto che comunque i fondamentali aziendali sembrano buoni ed i prezzi in borsa sembrano scontati.

Le difficoltà maggiori sono forse più a livello politico che al livello finanziario. Semmai i rischi peggiori più che nelle azioni sembrano nei debiti sovrani degli stati. Il consiglio dato unanime è quindi di vendere titoli di stato soprattutto dei paesi a maggiore rischio default. Le situazioni recente in europa hanno effettivamente dimostrato che questa dinamica è reale. Purtroppo oltre la grecia e l’ Irlanda ultimamente si moltiplicano le voci che vedrebbero la Spagna come una delle economie più disastrate e che nel settore pubblico non è riuscito a contenere la spesa pubblica. Il vero problema, come sostenuto da numerosi esperti del settore, è che in caso di default della Spagna sarebbe molto difficile che il fondo previsto per gli stati in difficoltà riesca a coprire le perdite del settore privato e pubblico. Si parla infatti di un deficit di oltre 200 miliardi di euro.

Gli analisti di Standard life hanno infatti ammonito di vendere titoli del debito sovrano e comprare azioni. Infatti gli analisti temono ulteriori turbolenze che potrebbero procurare ulteriori problemi ai debiti degli stati europei. Le pressioni degli stati emergenti sono sempre maggiori mentre le aziende dovrebbero beneficiare della ripresa economica ed aumentare utili e cash flow. Standard’ s & poor vede un indice S & P aumentare di oltre 1500 punti nell’ anno ed anche il pil interno dovrebbe aumentare di oltre 3,4 punti percentuali.

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