Oltreoceano a Wall Street sembra che le situazioni di crisi, il pessimismo e una certa negatività abbiano lasciato il passo ad una euforia galoppante che predica acquisti ed investimenti soprattutto nel settore azionario. Resistono ancora delle voci, non del tutto infondate, che dicono che la situazione positiva potrebbe presto rivelarsi una nuova bolla finanziaria, che non esistono i fondamentali per uno sviluppo del mercato azionario e che la montagna di debiti sulla quale siamo seduti continua spaventosamente a crescere. Tuttavia lo S & P 500 ha guadagnato oltre 27 punti percentuali da fine agosto, lo stesso indice ha ottenuto un rialzo del 9 per cento solo nell’ ultimo mese. L’ ottimismo ha raggiunto livelli impensabili, gli esperti snocciolano statistiche secondo le quali lo S 6 P non è sceso per 94 sedute consecutive sotto la sua media mobile, cosa che non succedeva da circa 84 anni. Insomma dati che fanno ben sperare e confutano la legge di Farrel che prevedeva che quando tutti sono permeati di ottimi propositi e le previsioni sono favorevoli sicuramente capiterà qualcosa di spiacevole che rivoluzionerà il flusso degli investimenti. Occorre infatti considerare che la maggior parte degli investitori è oramai orientata alla positività ed i ribassisti che prima affollavano le sale trading hanno lasciato il posto ai compratori. Probabilmente anche qualcosa di spiacevole non capiterà ne quest’ anno nè l’ anno prossimo visto che comunque i fondamentali aziendali sembrano buoni ed i prezzi in borsa sembrano scontati.
Gli analisti di Standard life hanno infatti ammonito di vendere titoli del debito sovrano e comprare azioni. Infatti gli analisti temono ulteriori turbolenze che potrebbero procurare ulteriori problemi ai debiti degli stati europei. Le pressioni degli stati emergenti sono sempre maggiori mentre le aziende dovrebbero beneficiare della ripresa economica ed aumentare utili e cash flow. Standard’ s & poor vede un indice S & P aumentare di oltre 1500 punti nell’ anno ed anche il pil interno dovrebbe aumentare di oltre 3,4 punti percentuali.




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Data: 16 gennaio 2011



