Rischio default per gli USA

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia, Mutui

La data del 2 Agosto si avvicina, ma ancora nulla di fatto per gli Stati Uniti in termini di innalzamento del debito pubblico e quindi il rischio default per l’ economia numero uno al mondo rimane sempre attuale. Il presidente Obama tenterà quindi di ricucire lo strappo con i repubblicani in modo tale da fare approvare il provvedimento che tenterà di fare in modo di far rientrare il debito americano. Il segretario di Stato americano Geithner mette quindi tutti in guardia sulla possibilità che non venga raggiunto un accordo, anche se lo sforzo è comunque comune perché oltre ai rappresentanti di governo interni anche quelli esterni ( come ad esempio le grandi potenze mondiali, come Cina, India, ecc.) vorrebbero scongiurare le possibilità di default.

La crisi economica morde ancora e la disoccupazione rimane sempre a livelli di emergenza, pertanto Obama preme per trovare un’ accordo velocemente e sicuramente entro la scadenza del 2 luglio. Anche perché le ultime notizie si dati del secondo trimestre del Pil non sono incoraggianti, e sembra che la produzione industriale sarà inferiore rispetto al previsto.

Ai rappresentanti del congresso verrà quindi proposto un piano concreto in modo da raccogliere un consenso da entrambi gli schieramenti. In particolare non è piaciuto a nessuno il piano proposto da recentemente da Boehner, visto che prevedeva dei tagli quasi inconsistenti. In particolare il piano di rientro prevedeva un innalzamento del tetto di circa 1000 miliardi ed una successiva rivalutazione dell’ innalzamento, da effettuare entro la fine del 2012.

Troppo poco è sembrato agli esponenti di Governo vista la situazione di emergenza attuale. Il presidente Barack Obama individua chiaramente il rischio che l’impasse sulle negoziazioni per il piano di riduzione del deficit innervosisca non poco i mercati mondiali, che già hanno concluso la settimana piuttosto incerti. Peraltro secondo gli operatori di borsa sembra che la crisi del debito greco sia oramai archiviata. Tuttavia nuove nubi nere si addensano all’ orizzonte visto il giudizio negativo dell’ agenzia di rating Fitch sull’ intesa europea e sulla circostanza che in tempi brevi si riescano a trovare soluzioni valide  per i paesi europei. In particolar modo i dubbi sembrano riguardare più che altro la possibilità che il fondo salva stati abbia la dotazione patrimoniale necessaria per sostenere la ricapitalizzazione dei debiti dei vari paesi europei. Sono inoltre proseguite le speculazioni sui titoli di Stato che hanno riportato lo spread tra titoli obbligazionari e bund tedeschi a livelli elevati. A questo si aggiunge un’ipotesi importante, che ormai viene trattata come una certezza tra chi lavora sulle Borse europee: i problemi per l’Italia sono venuti soprattutto perchè i potenti hedge fund con base negli Stati Uniti e uffici a Londra hanno concentrato la speculazione sui titoli obbligazionari italiani.

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