Per quanto riguarda il piano relativo allo sviluppo economico promesso dal governo, probabilmente verrà attuato attraverso diverse tappe che porteranno benefici economici, e forse anche occupazionali, molto settoriali. Inizialmente il premier Silvio Berlusconi ha promesso una rivisitazione dell’ art. 41 della costituzione concernente la libertà di impresa in modo da garantire l’ eliminazione dei numerosi ostacoli per avviare un’ attività imprenditoriale. In particolare l’ obiettivo è di eliminare le varie procedure burocratiche riguardanti l’ inizio di una nuova attività in modo tale da non dover fare la fila presso la camera di commercio, l’ agenzia delle entrate il comune,ecc.
Quindi al consiglio dei ministri di domani andranno il Ddl costituzionale per la modifica degli articoli 41, 97 e 118, la riforma degli incentivi alle imprese all’esame preliminare e il Ddl annuale per la concorrenza. Successivamente verranno effettuate le proposte di modifica che riguardano gli incentivi economici allo sviluppo ed il piano per il sud che comunque dovrebbe slittare a data successiva. Inoltre è previsto anche un riordino degli enti per quanto riguarda lo sviluppo con l’ estero ed infatti occorre comunque riorganizzare le varie strutture in modo da offrire un servizio efficiente e coordinato. Il ministro dell’ economia e delle finanze ha posto come unica condizione il fatto che le riforme debbano essere fatte tutte a costo zero, in modo da non alterare la stabilità economia. Quindi sarà possibile spostare le varie voci dai capitoli di bilancio in modo tale da traslare risorse da una voce di spesa ad un’ altra ma non occorre effettuare nuove spese.
Nel pacchetto potrebbe anche entrare la riforma degli incentivi alle attività economiche e il riassetto degli enti deputati all’internazionalizzazione delle imprese. Verrebbero cancellate una trentina di leggi che regolano gli aiuti pubblici alle imprese che sarebbero riordinati essenzialmente in tre direttrici. La prima riguarda gli incentivi alle imprese erogati in modo automatico ( ci riferiamo pertanto ai crediti di imposta), la seconda riguarda invece il perseguimento di programmi specifici, mentre l’ ultima riguarda gli accordi negoziali per i grandi progetti di ristrutturazione. La revisione riguarda anche una semplificazione delle istanze per l’ accesso ai fondi e nuove modalità di erogazione con criteri da stabilire.




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Data: 08 febbraio 2011



