Continua il periodo di tassi di interesse eccezionalmente bassi ed i vari istituti di credito intensificano l’ emissione di obbligazioni. Il fenomeno ha avuto tali ripercussioni che oramai le emissioni superano abbondantemente il miliardo di euro e possiamo tranquillamente parlare di jumbo bond. Tali emissioni sono comunque spesso coperte da ipoteche su immobili o azioni e pertanto garantiscono un grado di sicurezza maggiore, visto che comunque gli investitori sono rimasti scottati dai vari problemi incontrati con parmalat , cirio ecc. Anzi, a dirla tutta, secondo gli addetti . ai lavori il 2011 è iniziato, per le banche, all’insegna dei covered bond.Tali emissioni hanno del tutto sostituito i bond perpetui in quanto come gli esperti del settore sostengono hanno costi inferiori e le banche quindi possono permettersi maggiori ricarichi.
Una buona alternativa quindi alle varie azioni o investimenti su commodities visto che gli esperti prevedono che questo sia un ottimo anno per effettuare investimenti su tali tipi di operazioni. In effetti la massiccia quantità di denaro affluita attraverso i vari quantitative easing dovrebbe spingere i vari investitori a trovare impieghi remunerativi. Le banche dal canto loro hanno numerosi bond ancora in portafoglio Detengono, infatti, numerosi (secondo alcune stime 2 trilioni di euro, ndr) titoli di Stato emessi dai paesi periferici (quelli più a rischio, ndr). Ne consegue che sta aumentando la rischiosità dei loro portafogli; rischiosità che cercano di controbilanciare assicurandosi emissioni obbligazionarie a tassi contenuti.
A dimostrazione della rinnovata fiducia delle banche nell’ emissione di bond vediamo UniCredit che ha intenzione di emettere un covered bond della durata di 2,5 anni. Da decidere il taglio dell’ emissione, visto che comunque L’emittente starebbe pensando a un taglio jumbo, ovvero a un bond di almeno un miliardo. Sempre UniCredit ha emesso il 1 febbraio un bond a 12 anni da 1,25 miliardi di euro con uno spread record di 210 punti base (decisamente più alto rispetto ai 154 punti base chiesti al mercato quattro mesi prima per un titolo a sette anni).
Intesa San paolo ha invece recentemente un bond della durata di 10 anni con uno spread di oltre 200 punti base. I rendimenti sono buoni visto che vanno da un minimo di 3,3 per cento a oltre 4 punti percentuali. Infatti vi è da considerare che il rischio di mancato pagamento è molto basso visto che comunque i prestiti sono garantiti anche da immobili o azioni. Anche Mps a Febbraio ha lanciato un piano di emissioni di obbligazioni con rendimenti intorno al 5 per cento e che comunque sono garantiti da mutui ipotecari, e quindi molto affidabili.




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Data: 11 febbraio 2011



