Nessun sacrificio per la casta

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia, Mutui

La manovra da 48 miliardi di euro è stata appena archiviata ma le polemiche contro la classe politica non si placano e si moltiplicano le proteste anti casta. In particolare nel Dl 98/2011 sono inserite novità legislative che chiedono sacrifici un po’ a tutti i contribuenti, dal ticket sanitario al superbollo per le auto di grossa cilindrata, dalla mancata rivalutazione della pensione al blocco degli stipendi pubblici prorogati di altri de anni, ma nessuna novità di rilievo è stata inserita per quanto riguarda un taglio concreto delle spese dei politici.

Del resto il ministro dell’ economia e delle Finanze ci aveva provato, proponendo una norma che livellasse i compensi di deputati e senatori a quelli della media europea, visto che gli stipendi parlamentari in base a molteplici statistiche si rivelano essere sempre tra i più alti a livello europeo. A seguito di alcune integrazioni della norma e di vari emendamenti proposti adesso la norma è stata modificata in modo da portare gli stipendi dei professionisti della politica ad un livello ponderato delle retribuzioni dei sei paesi maggiormente sviluppati della comunità europea. Un gioco di parole che in soldoni equivale ad un piccolo taglio delle retribuzioni parlamentari.

Da un lato vengono quindi chiesti maggiori sacrifici a tutti i cittadini italiani, dall’altro  parlamentari conservano i loro molteplici privilegi ed i tagli ed i livellamenti non riguardano le loro indennità e retribuzioni.

Nel dettaglio la manovra prevede che il contributo maggiore sia dato soprattutto nel 2013 e 2014, anno questo in cui si prevede di raggiungere il pareggio di bilancio,  obiettivo ambizioso ma grazie ai molteplici tagli possibile.

Secondo le indicazioni della manovra l’ apporto finanziario della maxi manovra è stato disposto su livelli crescenti. In particolare quest’ anno  tagli operati sono stai pari a 2,1 miliardi di euro, nel 2012 saranno di 5,6 miliardi di euro, nel 2013 saliranno ad oltre 24 miliardi di euro, mentre nel 2014 si arriverà a 48 miliardi di euro circa. In particolare resta da definire nei dettagli l’ operazione relativa al taglio delle agevolazioni fiscali, che in un primo momento sembrava dovessero essere tagliate tutte indistintamente in modo da generare circa 20 – 25 miliardi di euro di risparmi per le casse erariali. In ogni caso il governo si è riservato di apportare alcune modifiche in modo tale da verificare se sia possibile o meno operare dei tagli delle agevolazioni particolari in modo da non penalizzare eccessivamente alcuni settori, come quello degli investimenti alle imprese ( le agevolazioni sono circa 480 e producono circa 160 miliardi di euro di risparmi fiscali ).

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