Le assicurazioni auto
Introduzione
Chiedersi come funziona una assicurazione sulle autovetture significa anche chiedersi qual è lo specifico funzionamento del cosiddetto “bonus-malus”. Occorre anzitutto dire che esistono diciotto classi di merito in questo senso, le quali sono state individuate per definire la rischiosità in cui possono incorrere gli automobilisti: con queste classi, inoltre, le compagnie di assicurazione riescono a fissare i loro piani tariffari. Quei soggetti che provvedono ad assicurare il loro veicolo per la prima volta in assoluto con una polizza RCA (Responsabilità Civile Autoveicoli) bonus-malus, viene inserito in maniera automatica nella quattordicesima classe. Ogni volta, poi che si va a rinnovare la polizza, l’assicuratore di riferimento va a considerare quello che è stato il comportamento assunto dall’automobilista nel corso dell’intero anno e, nell’ipotesi in cui venga riscontrato che esso non ha causato alcun tipo di sinistro, allora è previsto che la classe di merito diminuisca di un punto (come si dice, si matura un bonus); in caso contrario, per ogni incidente che è stato provocato dallo stesso automobilista, la classe di merito a cui ci stiamo riferendo aumenta di due punti (quindi, si consegue un malus). Di conseguenza, in questa seconda ipotesi, l’anno successivo a quello del malus, il soggetto assicurato andrà a pagare un premio più alto rispetto ai 365 giorni precedenti.
Metodi per non perdere la classe di merito in caso di sinistro
In alcuni specifici casi è anche possibile conservare la classe di merito dell’assicurazione, perfino se vi è stato un incidente nel corso dell’anno. Come è possibile tutto ciò? Si deve ricordare che, nell’ipotesi in cui questa eventualità fosse stata prevista nel dettaglio dal contratto assicurativo, allora è possibile effettuare il rimborso nei confronti dell’assicurazione per quel che riguarda la somma che è stata risarcita alle terze parti, in modo da evitare un aumento indesiderato della classe di merito e la conseguente maggiorazione di premio. Questa particolare presente in alcuni contratti è sicuramente molto interessante, ma in particolare lo è nei casi di sinistri di modesta entità, visto che, andando a liquidare gli importi versati dalla compagnia assicurativa, verrebbe meno il rischio di penalizzazione in termini sempre di classe di merito.
L’attestato di rischio
Quando si parla di assicurazioni sulle automobili, fondamentale è anche la definizione di attestato di rischio. L’attestato di rischio rappresenta, in pratica, lo storico di tutti i sinistri provocati dal soggetto assicurato nel corso degli ultimi cinque anni di contratto. Si tratta di un documento importante, visto che esso va a certificare la classe di merito di provenienza e quella di assegnazione, in caso in cui sia stata cambiata la compagnia assicuratrice, in base a dei liberi procedimenti interni all’assicurazione di appartenenza.
L’intestazione della nuova auto
Con l’entrata in vigore della Legge Bersani del 2 aprile 2007, un automobilista che ha già assicurato un veicolo può beneficiare della stessa classe di merito acquisita negli anni, anche per un secondo mezzo di trasporto a motore. La legge prevede infatti che la compagnia non possa assegnare una classe di merito più bassa, rispetto a quella raggiunta secondo l’attestato di rischio legato all’assicurato: a)sia in caso di contratto RCA per un ulteriore veicolo della stessa tipologia o potenza dello stesso soggetto assicurato; b)sia in caso di acquisto di un’autovettura nuova da parte di un familiare convivente. Secondo quest’ultimo caso se, ad esempio, un figlio acquisto un’auto, può godere della miglior classe di merito tra quelle dei familiari conviventi. Per mantenere la stessa classe di merito non è necessario restare legati alla stessa compagnia assicurativa, visto che sarà l’attestato di rischio a mostrare lo storico dell’assicurato presso qualsiasi assicurazione.
SIMONE RICCI




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Data: 23 aprile 2010



