La PAC: politica agricola comune
Come è strutturata la Pac
Nel 2003 si è assistito a una riforma fondamentale per quel che riguarda la Politica Agricola Comune: la cosiddetta riforma Fischler (dal nome del commissario all’agricoltura Franz Frischler) si è prefissa obiettivi notevoli, i quali possono essere sintetizzati nei seguenti punti: 1.un maggior orientamento dell’agricoltura al mercato e un rafforzamento del ruolo imprenditoriale degli agricoltori; 2.un sostegno più mirato e indirizzato non più al prodotto, come si faceva in passato, ma al produttore e, dunque, “disaccoppiato” dalla quantità prodotta; 3.la promozione di un’agricoltura maggiormente sostenibile, in linea con le attese dei cittadini europei e, quindi, sempre più rispettosa di standard ambientali, di sicurezza alimentare e di benessere degli animali; 4.una maggiore equità nella distribuzione del sostegno pubblico accordato all’agricoltura; 5.un ulteriore spostamento delle risorse finanziarie dal primo al secondo pilastro della Pac, ovvero dalla politica dei prezzi e dei mercati e dal sistema di pagamenti diretti ad essa associato, alle politiche di sviluppo rurale; 6.una Pac più compatibile con i vincoli internazionali imposti dal Wto (World Trade Organization, l’organizzazione mondiale del commercio); 7.la semplificazione normativa e amministrativa della Pac. Questo ambizioso novero di obiettivi ha comunque dovuto fare i conti con il vincolo di bilancio dell’Unione Europea, come spesso accade per quel che concerne questo settore.
I punti qualificanti della riforma
Il testo di base che descrive l’impianto e le singole misure della riforma della Pac è il regolamento numero 1782 del 2003, noto anche con la definizione di “regolamento orizzontale”. Vari sono gli elementi innovativi in ambito Pac apportati dalla riforma Fischler. Elenchiamo quelli più significativi. A. Il disaccoppiamento degli aiuti diretti erogati agli agricoltori, vale a dire la trasformazione di tutti i pagamenti della Pac in un pagamento unico per azienda e disaccoppiato, ovvero slegato dalle scelte produttive degli agricoltori. B. La cosiddetta “cross-compliance“, detta anche condizionalità, vale a dire quel principio che subordina l’erogazione del pagamento unico al rispetto di norme riguardanti temi come l’ambiente, la sicurezza e il benessere degli animali. C. La modulazione degli aiuti stessi, cioè la loro riduzione in misura pari al 5% (con una franchigia per i primi 5.000 euro), il cui gettito è destinato ad accrescere la dotazione finanziaria delle politiche di sviluppo rurale, il cosiddetto “secondo pilastro” della Pac. D. Un pacchetto di nuove misure di sviluppo rurale su qualità, benessere degli animali, adattamento ai nuovi standard, giovani agricoltori, servizi di consulenza (audit) aziendale.
Il disaccoppiamento
Il disaccoppiamento è lo strumento principe di tutta la riforma della Pac. Esso prevede che gli aiuti diretti della vecchia politica agricola comune, parzialmente accoppiati in quanto legati alla coltivazione di un dato prodotto o all’allevamento di determinate specie di animali, confluiscano in un “pagamento unico aziendale”, calcolato (una volta per tutte) in base agli aiuti ricevuti in passato da ogni beneficiario.
SIMONE RICCI




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Data: 18 aprile 2009



