Introduzione
Spesso, quando si parla di risparmio, si tende troppo a dimenticare le reali dimensioni delle nostre piccole spese: a quanto ammontano esattamente? Si spende davvero poco soltanto perché sono considerate "piccole"? Ebbene, per chi pensa di sapere dove vanno a finire i propri soldi senza detenere un budget ogni mese, è consigliabile tenere traccia di ogni centesimo che è stato speso, almeno per un mese, in modo da rendersi conto della consistenza delle cifre. Ovviamente, in base a quanto è emerso da alcune rilevazioni, ci si stupirà non poco nell’andare a scoprire a quanto ammontano le "piccole spese" effettuate quotidianamente e dovute, in via principale, ai nostri vizi e alle più diffuse abitudini. Il costo annuo di alcune di queste spese quotidiane può essere così suddiviso: il caffè può venire a costare 300 euro, il pacchetto di sigarette 1.500 euro, un libro al mese 200, un aperitivo a settimana sempre 200, una birra ancora 200, un quotidiano 500 euro, venti chilometri in auto 600 euro e, infine, dieci minuti al telefono cellulare altri 600 euro. Ma sono soprattutto le spese più importanti quelle che devono preoccuparci: allora esaminiamo le questioni più rilevanti per quel che riguarda il risparmio.
La sottoscrizione del conto corrente: gli addebiti delle imposte
Nel momento in cui si provvede a sottoscrivere un conto corrente personale, l’istituto di credito a cui ci si rivolge ci assicura, nella gran parte dei casi, che i costi saranno praticamente nulli. È quindi naturale spaventarsi quando si vede addebitata una quota pari a oltre cinque euro sull’estratto conto in riferimento alle imposte: può sorgere il dubbio circa il fatto che ci sia stato un errore, ma la realtà è ben diversa. In effetti, occorre tenere a mente che qualsiasi tipo di conto corrente non è mai del tutto gratuito, nemmeno quelli che sono a costo zero, visto che si deve considerare che essi sono soggetti a tre ordini di spesa: 1)le spese di chiusura periodica (in questo caso, vengono addebitate al cliente titolare del conto corrente alla fine di ogni anno solare o di ogni periodo intermedio in cui sia avvenuto il conteggio degli interessi e delle spese questo specifica voce di costo); 2)la commissione di massimo scoperto trimestrale (tale spesa viene invece addebitata dall’istituto di credito sulla punta massima di scoperto – conto in rosso o conto in affidamento – che viene raggiunta dal cliente nei tre mesi precedenti); 3)il bollo sull’estratto conto (il bollo è di fatto una tassa per il possesso del conto corrente: si pagano infatti 34,20 euro ogni anno, importo che può essere suddiviso in quote bimestrali o trimestrali, come costo dovuto allo Stato).
Le spese della Partita Iva
In base a quanto previsto dalla legge 112 del 25 giugno del 2008 è decaduto l’obbligo per quei professionisti che sono titolari di Partita Iva (la sequenza di cifre che identifica un soggetto che esercita un’attività rilevante dal punto di vista dell’imposizione tributaria), di tenere dei conti correnti con le banche o con le poste appositamente dedicati. Dunque, a meno che non siano strettamente necessari dei servizi avanzati, non si è in alcun modo tenuti ad aprire un conto corrente business per quel che riguarda questi professionisti e i possessori di Partita Iva possono provvedere ad aprirne uno che sia assolutamente normale versando il bollo annuale di 34,20 euro.
Possesso di due conti correnti: i consigli più utili
Chi detiene già un conto corrente bancario, può anche avere il desiderio di possederne un altro, ma solamente per accreditare lo stipendio: come ci si deve comportare in questi casi? Anzitutto, bisogna dire che per chi ha una forte necessità di un secondo conto corrente ai soli fini del deposito e del prelievo di denaro, è consigliabile aprire un conto corrente ad alta remunerazione (il tipico esempio nel momento attuale è quello di Conto Arancio). L’alimentazione di un conto di questo tipo viene fatta per mezzo di un assegno, di un bonifico o mediante l’alimentazione automatica, vale a dire prelevando in modo automatico del denaro da un conto corrente tradizionale già predefinito. Si possono effettuare, in pratica, due diversi tipi di alimentazione automatica. Vediamoli nel dettaglio. A)Alimentazione semplice: si tratta dell’operazione di prelievo diretto dal conto predefinito al conto ad alta remunerazione. B)Alimentazione mensile: si tratta dell’operazione mensile di prelievo diretto dal conto predefinito al conto ad alta remunerazione (è sostanzialmente un Rid, rapporto interbancario diretto, la delega permanente dal debitore alla propria banca). È possibile prelevare denaro dal conto corrente tramite una richiesta di bonifico verso il conto predefinito direttamente dal sito internet: la richiesta di trasferimento o di prelievo andrà ad essere eseguita nel giorno stesso, purché sia ricevuta entro le 15.30, altrimenti sarà eseguita nel primo giorno utile successivo. Per spostare, infine, capitali verso il conto ad alta remunerazione, la banca in cui si tiene il conto predefinito si fa pagare regolarmente l’operazione mentre le stesse operazioni sul conto ad alta remunerazione sono del tutto gratuite.
SIMONE RICCI





