Inasprite le sanzioni tributarie

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia

Dalla data odierna entrano in vigore un inasprimento delle sanzioni per i contribuenti che decidono di evitare il contenzioso e scegliere quindi uno degli strumenti deflattivi del contenzioso. Infatti la legge di stabilità ha previsto che a far data dal 1° febbraio 2011 le sanzioni saranno aumentate per istituti come l’ aquiescenza o l’ accertamento con adesione. La riforma del 1997 che aveva notevolmente spinto istituti deflattivi del contenzioso in modo da alleggerire il carico di lavoro dei giudici tributari si incentrava su sanzioni abbastanza leggere in modo da spingere il contribuente ad accettare una situazione intermedia che non comportasse l’ incertezza di un giudizio tributario. In altre parole adesso il legislatore aumenta le sanzioni di vari istituti come ad esempio l’ accertamento con adesione per il quale la sanzione in maniera agevolata passa da 1 / del minimo previsto per la violazione ad 1/3 del minimo previsto.

Aumentano inoltre notevolmente gli adempimenti visto che l’ agenzia delle entrate ha obbligatoriamente previsto che imprese e professionisti che hanno scambi commerciali con paesi che vengono considerati paradisi fiscali devono obbligatoriamente inviare una comunicazione a cadenza mensile o trimestrale nella quale sono elencate tutte le operazioni effettuate. Tale tipo di adempimento obbliga a tracciare e monitorare comportamenti a rischio ma la cui attuazione non è semplicissima. La sanzione inoltre è stata recentemente inasprita visto che è previsto il pagamento di una multa che a dai 516 a 4130 euro in caso di inesatta comunicazione.

L’ amministrazione ha tentato di correre ai ripari visto che comunque ha concesso ai primi contribuenti che hanno inviato la domanda di riparare senza alcuna penalità. Inoltre approda anche lo speso metro che sarebbe la comunicazione del codice fiscale o della partita iva per chi effettua spese oltre i 3 mila euro, i cui nominativi saranno inseriti in un database per determinare la potenzialità di spesa e per verificare se tali fruitori possano essere accertati e verificati se vi sia una discordanza tra reddito dichiarato e reddito presunto. Anche qui errori ed omissioni costeranno caro visto che la sanzione prevista varia da un minimo di 258 euro ad un massimo di 2065 euro.. Inasprita, questa norma è stata invece emessa in luglio, la pena per chi non indica i dati catastali al momento della registrazione di un contratto di locazione. Tale norma che ha lo scopo di effettuare controlli incrociati in grado di scovare altri potenziali evasori, può portare a dimenticanze che possono costare caro. Infatti non indicando tali dati catastali scatta una sanzione che và dal 120 al 240 per cento. Sembra quindi che l’ amministrazione si muova verso un a riduzione della benevolenza per gli evasori, e si nota anche dalle sanzioni previste per gli obblighi di dichiarare le attività finanziarie e di investimento da e verso l’ estero.

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