Il mondo dei diamanti


Introduzione

Il diamante rappresenta da sempre il raffinato complemento della vanità femminile, ma anche e soprattutto un investimento più che sicuro. Tuttavia, la loro estrazione non è impresa da poco: bisogna scavare con i bulldozer nove o dieci metri di sabbia e poi trasportare, frantumare, lavare, setacciare, trattare e ritrattare milioni di tonnellate di roccia; solitamente si tratta di sette tonnellate e mezzo per ogni prezioso carato che viene estratto. Ciò nonostante, le principali multinazionali che controllano le miniere del Sudafrica e dell’Africa del sud-ovest (le zone più ricche di diamanti), vengono largamente ricompensate per tutto questo lavoro: in effetti, le gemme ottenute ogni giorno hanno un valore davvero enorme nel mercato libero, soprattutto allo stato grezzo e molto di più di quando vengono tagliate, sbozzate e pulite. Anche i piccoli frammenti di diamante, utilizzati come abrasivi in campo industriale, raggiungono valori interessanti. Comunque, le probabilità di far uscire di contrabbando anche una sola scheggia di essi dal territorio sono quanto mai esigue.

 

Caratteristiche dei diamanti

Ben l’80% dei diamanti ha troppe imperfezioni per essere utilizzato come gemma vera e propria. Tuttavia essi sono molto richiesti in campo industriale. Per quante imperfezioni possono avere, l’80% di tutti i diamanti estratti sono inviati in scatole d’acciaio a Londra all’Organizzazione centrale di vendita – che è controllata dalla De Beers Consolidated Mines Ltd – e detta spesso “il sindacato”, in cui vengono classificati in svariate categorie a seconda del peso, della forma, del colore e della purezza. Il Sindacato non fissa solamente i prezzi di mercato, ma provvede anche a selezionare i clienti e a stabilire quanto quantitativo possono acquistare. Vengono poi indette periodicamente delle vendite (sight), vale a dire delle esposizioni a cui si invitano dei clienti sceltissimi. Di solito questi clienti devono accettare tutte le pietre dei pacchetti che vengono loro offerti al prezzo indicato, oppure rifiutarle in blocco. Il privilegio di poter trattare con un’istituzione come il Sindacato è talmente ambito che negli anni sono stati rarissimi i rifiuti e molti clienti hanno provveduto ad acquistare i loro pacchetti a prezzi che variano a seconda che si tratti di piccoli commercianti o di grandi ditte. Un sistema di questo tipo appare quantomeno arbitrario, ma sicuramente offre la possibilità di lavorare a pieno ritmo tanto negli anni buoni quanto in quelli di crisi e offre al cliente la massima protezione. Altrimenti, in caso contrario, il valore dei diamanti tenderebbe troppo a fluttuare in modo incontrollabile. Da Londra, i diamanti grezzi partono per i più grandi e importanti mercati all’ingrosso del mondo (possiamo citare gli esempi di Anversa, New York, Tel Aviv, Amsterdam…), dove poi vengono tagliati e puliti. Lo scopo è quello di ottenere da ogni singola pietra grezza il più grosso brillante possibile con la minima perdita di peso.

 

La parola al compratore

È naturale che gli edifici dove si esegue il taglio dei diamanti siano delle piccole “fortezze”: ma dopo che sono state tagliate, le gemme vengono consegnate agli agenti di vendita. Le scene più interessanti si svolgono nei club o borse mondiali del diamante, dove avviene buona parte delle contrattazioni (l’appartenenza a un club dà diritto al privilegio di commerciare anche negli altri). Compratori e venditori provvedono poi a munirsi di pinze per estrarre gli scintillanti cristalli dai pacchetti, a pesarli su apposite bilance e a discuterne il prezzo in una decina di lingue diverse. Indipendentemente dalla nazionalità o dalla fede religiosa degli operatori con cui si ha a che fare, la transazione non è conclusa in maniera ufficiale finché il compratore non ha pronunciato le parole ebraiche mazel e brocha, un’antica benedizione che significa “buona fortuna” e “prosperità”. Una volta pronunciate, queste parole sono totalmente irrevocabili e molto più vincolanti della firma di un contratto. Se uno dei contraenti dovesse pentirsi e cercare di tirarsi indietro, verrebbe immediatamente convocato il collegio arbitrale del club in questione.

 

I diamanti come investimento

In conclusione ci chiediamo: ma i diamanti sono davvero un buon investimento? Se lo scopo del compratore è quello di ottenere un rapido e sicuro guadagno, la risposta è assolutamente negativa. Anche se i prezzi tendono a salire in maniera continua, ed è assai poco probabile un’inversione di questa tendenza, l’aumento di prezzo che il negoziante al dettaglio fa subire alle gemme è davvero notevole e potranno passare anche molti anni prima che un gioielliere ricompri dal soggetto un brillante pagandolo quanto è costato inizialmente. Come difesa a lungo termine contro l’inflazione, invece, un brillante di buona qualità è uno dei più sicuri investimenti che si possano effettuare (è uno dei cosiddetti “beni rifugio”). Il diamante rappresenta un qualcosa di migliore rispetto a un certificato azionario e non dà alcun tipo di preoccupazioni quando il mercato si trova in una fase fluttuante. Comunque bisogna sempre far attenzione alle truffe: in particolare, se viene offerta una pietra a un prezzo notevolmente più basso rispetto a quello di altre pietre dello stesso peso e delle stessa forma, si può stare certi che quella pietra ha qualcosa che non va.

 

 

 

 

SIMONE RICCI




Lascia un commento






Attenzione: i commenti verranno pubblicati solo dopo un controllo da parte della redazione.