I piani indiani per il futuro

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia

Purtroppo non c’è pace in India  nonostante attualmente sia il nord africa a catturare le attenzioni dell’ opinione pubblica mondiale. Infatti è notizia recente come lo scandalo in tema di concessioni di licenze di telecomunicazioni abbia comunque generato un certo malumore all’ interno dello stato asiatico. Infatti neanche ai tempi del 1989 quando fu scoperto un giro di armi e corruzione l’ India si era così indignata. Adesso sembra che gli indiani vogliano fare chiarezza sui prezzi scontati che sono stati fatti agli acquirenti delle licenze in materia di telecomunicazioni. La “svendita”, nel 2008, per 2,7 “miseri” miliardi di dollari, avrebbe potuto invece fruttare alle casse dello stato da 30 a 40 miliardi. E in questi giorni i conti pubblici sono più che mai al centro dell’attenzione a Delhi: lunedì prossimo è attesa la presentazione del budget 2011/2012, la sfida per il governo è il classico gioco di equilibri tra la necessità di contenere l’inflazione e quella di incoraggiare la crescita, superiore all’8 per cento. Il malumore si riflette anche sui mercati visto che la borsa indiana perde oltre 10 punti percentuali da inizio anno. Un risultato molto al di sotto delle attese se si considera che le borse emergenti sono le più attive e seguite dagli investitori mondiali. Invece il Sensei di mumbai è per ora solo al di sopra delle borse egiziane e libiche, che purtroppo sono tristemente in crisi per i risvolti che conosciamo.

Il primo arresto è stato quello dell’ex ministro delle Telecomunicazioni di Manmohan Singh, Andimuthu Raja, i primi nomi quelli di Swan e Unitech, due compagnie sospettate di aver beneficiato di trattamenti di favore nell’acquisto di frequenze di seconda generazione Infatti questa potrebbe essere pe rl’ India una buona occasione per dare un duro colpo ad uno dei mali che purtroppo attanaglia il paese orientale, la corruzione.

Tuttavia recentemente la finanziaria presentata dal ministro delle finanze indiano ha sollevato parecchio entusiasmo anche perché da una prima lettura sembra che possa proseguire la strepitosa crescita economica anche in un periodo come questo in cui l’ inflazione è alle stelle. Tuttavia il governo indiano sembra comunque intenzionato a rinunciare alle riforme già promesse. Ma l’India, come il resto del mondo, deve fare i conti con l’impatto dei prezzi del petrolio. Ancor prima che esplodessero le crisi nordafricane, un’inflazione a doppia cifra sul fronte alimentare era al centro delle preoccupazioni del governo guidato da Manmohan Singh. E al centro del budget è il Food security bill, un piano per garantire acquisti di cereali a basso prezzo ai più poveri: 450 milioni di indiani vivono sotto la soglia di povertà, poco più di un dollaro al giorno.

Proseguono incentivi e sgravi fiscali soprattutto per le imprese estere che investono in India. Inoltre occorre dare un’ accelerata sulle costruzioni di infrastrutture, come porti , strade e ferrovie.

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