Gli Usa crescono poco

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia

Il Fondo monetario Internazionale, al cui vertice dovrebbero presto insediarsi Christine Lagarde, in un documento datato 20 giugno mette in guardia sull’ elevato debito pubblico americano e su una crescita ancora troppo debole. L’ economia  infatti nel 2011 crescerà del 2,5 per cento, in flessione rispetto al 2,9 per cento dell’ anno precedente, e comunque troppo poco in per assicurare un’ incremento dell’ occupazione ed una crescita sostenibile. Il debito pubblico degli Stati Uniti salirà dall’attuale 70,2% del Pil all’85% nel 2016, secondo il Fondo monetario. Si impone una correzione sostanziale al fine di diminuire il debito pubblico e di conseguenza la crescita degli interessi. Occorre attuare nel prossimo decennio manovre decise che impongano una concreta correzione fiscale in modo tale da non farsi trovare impreparati. Del resto la Bri ( banca dei regolamenti internazionali) ha recentemente lanciato l’ allarme sulla possibilità che un’ economia abbastanza grande si trovi in concreta difficoltà. Il presagio è abbastanza oscuro, visto che in base ai dati i problemi che hanno incontrato Irlanda, Grecia e Portogallo hanno prodotto risultati molto contenuti rispetto al rischio fallimento di una grande economia. Il rischio, allora, è quello del collasso, che va affrontato con decisione puntando sulla crescita.

Sui problemi fiscali, allora, «l’Europa deve finire il lavoro, una volta per tutte», spiega il rapporto chiedendo misure di lungo periodo. «O si gode della fiducia dei mercati o no – ricorda ancora, su un piano più generale – e quindi una perdita di fiducia sulla volontà e sulla capacità di uno stato di ripagare il proprio debito è caratterizzato più facilmente da bruschi cambiamenti che da una graduale evoluzione. Anche se le politiche fiscali e monetarie hanno sostenuto la domanda negli ultimi due anni, il Fondo sottolinea che continuano a pesare le notevoli difficioltà del settore immobiliare e un tasso di disoccupazione ancora alto. L’ unico dato positivo è la ripresa delle esportazioni, che nell’ ultimo anno hanno segnato un deciso miglioramento. Per il futuro si prevede un sensibile miglioramento in tema di ripresa dell’ occupazione. Infatti il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere dall’ attuale 9,1 per cento registrato a Maggio sino ad un più contenuto 8,4 per cento nel prossimo anno. Il Fondo monetario prevede che l’inflazione sia destinata a calare assieme ai prezzi delle materie prime: dal 2,8% quest’anno si dovrebbe passare all’1,6% il prossimo e all’1,5% nel 2013.

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