Difendersi dai falsi operatori

Scritto da: Ferdinando Merisi - Categoria: Economia

Introduzione

Spesso, quando si va a parlare di utenze di tipo domestico e delle cosiddette “visite a domicilio”, è importante capire quali sono i metodi più efficaci per difendersi dai falsi operatori commerciali. In proposito, comunque, è sufficiente seguire alcuni pratici consigli, i quali ritorneranno sicuramente utili quando si tratterà appunto di evitare delle possibili truffe proprio al nostro domicilio. Le notizie di cronaca, non solo quelle più recenti, hanno messo in luce e in rilievo come sia in crescita il pericoloso fenomeno dei furti e delle rapine effettuate in appartamento e compiute, ad esempio, da falsi addetti alle utenze domestiche (è il caso dei falsi operatori del gas, della luce, dell’acqua o del telefono), i quali riescono a introdursi nell’abitazione dell’utente con le scuse più diverse. Tra queste ultime, le più utilizzate sono da ricollegare a specifiche attività che solitamente svolgono i veri addetti: la necessità di leggere i contatori, le verifiche della sicurezza degli impianti e la necessità di effettuare dei sopralluoghi in vista di imminenti lavori all’interno del condominio sono dei tipici atteggiamenti di questi truffatori. Vediamo allora nel dettaglio come è necessario comportarsi in ipotesi simili.

 

I consigli utili contro le truffe

Elenchiamo dunque quelli che sono i consigli più utili per non incorrere in esperienze spiacevoli e rimetterci parecchio denaro. Di solito, anzitutto, le visite che vengono effettuate dagli incaricati sono annunciate in una data precedente a quella effettiva e con largo anticipo da degli appositi cartelli che vengono affissi a cura dell’amministratore, oppure ancora all’interno dello stabile, ad esempio nella portineria o all’interno del vano ascensore. Ma può anche succedere che ci si trovi di fronte a situazioni in cui la visita è del tutto inaspettata e questo può verificarsi soltanto se è accaduta una emergenza imprevista o, ancora più semplicemente, in quanto non si è andati a prendere un’adeguata visione della comunicazione che l’aveva appositamente annunciata. Ovviamente, in tali ipotesi è molto importante sapere come ci si deve comportare, ricordando, tra l’altro, che nella situazione attuale la prudenza non è mai troppa. Prima di tutto, è un atteggiamento sapiente quello che prevede di chiarire sin da subito che è un dovere importante di ogni incaricato esibire l’apposito tesserino, o anche il badge di riconoscimento (il quale deve essere provvisto anche di fotografia), in modo da agevolare l’identificazione del soggetto da parte dell’utente che viene coinvolto dalla visita.

 

Gli atteggiamenti giusti che gli utenti possono seguire

Nel caso in cui l’addetto non permetta che abbia luogo la propria specifica identificazione in maniera assolutamente inequivocabile, allora è sempre molto utile diffidare e non aprire la porta della propria abitazione.

Quindi, sarà poi compito dell’incaricato passare una seconda volta, eventualmente, per effettuare una nuova visita. In particolare, quello che viene spesso consigliato è di agire in ogni caso con la prudenza più alta, una prudenza maggiore se la visita non è stata annunciata in una data precedente e ci si trovi da soli in casa in quel momento. Se poi si decide di far entrare in casa l’incaricato che ha effettuato la visita, allora è buona norma chiedere a quest’ultimo il nome, il cognome e il numero di matricola della propria azienda, in modo da verificarne con cura la corrispondenza con quanto viene riportato dal tesserino di identificazione oppure dal badge, il quale deve essere sempre posizionato sulla divisa in modo ben visibile e leggibile in maniera agevole. Se vi sono dei dubbi persistenti i proposito e se si vuole compiere una verifica ulteriore, il consiglio più importante da seguire è quello di chiedere all’incaricato il numero di telefono dell’ufficio che lo ha appositamente inviato e di accertarsi, con una telefonata, che il numero in questione appartiene effettivamente all’azienda di cui fa parte. In presenza di comportamenti sospetti che vengono posti in essere dall’incaricato che ha effettuato la visita, o nella malaugurata ipotesi di un furto o di una rapina ad opera del medesimo soggetto, bisogna telefonare in maniera immediata alla Polizia o ai Carabinieri, a cui si deve fornire subito il resoconto dei fatti e la descrizione fisica del soggetto che ha truffato, in modo da poter in qualche modo limitare i danni e consentire alle forze dell’ordine di rintracciare la persona. Infine, un ultimo cenno lo meritano le eventuali condotte svolte in modo non opportuno da parte del falso incaricato: se dovesse succedere una cosa simile, allora si deve ricordare che, in linea molto generale, a tutti gli incaricati dell’aziende viene fatto divieto di richiedere (e comunque anche di accettare) qualsiasi forma di compenso, di ogni natura (denaro o altro…) per aver svolto dei compiti che sono stati loro affidati. È dunque consigliabile diffidare sempre di quegli incaricati che richiedono dei pagamenti in contanti o delle informazioni relative ai conti correnti, ai bancomat o alle carte di credito in possesso dell’utente. Si tratta infatti di informazioni che sono strettamente personali e riservate, dati che nessun soggetto, tantomeno un incaricato, ha il diritto di conoscere e che l’utente non ha alcun dovere di comunicare.

 

 

 

 

SIMONE RICCI

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