Cresce la disoccupazione giovanile

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia

I dati Istat relativi al mese di Maggio fotografano purtroppo un paese in leggera difficoltà che fatica ad avviare una ripresa che è comunque necessario per il futuro sviluppo. Il mese di Maggio ha visto un’ aumento marginale della disoccupazione  ( è aumentata di 0,1 punti percentuali) che si è attestata all’ 8,1 per cento con una flessione su base annuo dello 0,5 per cento.

I disoccupati nello stesso mese sono arrivati a superare quota 2 milioni con circa 2.011.000 unità.  Il tasso nel primo trimestre 2011 ha visto una flessione rispetto allo stesso trimestre dell’ anno scorso ( il tasso è infatti sceso dal 9,1 per cento all’ 8,6 per cento), ma particolarmente problematica è la disoccupazione nella fascia che va dai 18 ai 24 anni che oramai ha raggiunto quota 29,1 per cento. Un dato che diviene ancora maggiore nel mezzogiorno se vengono prese in considerazione le lavoratrici. Infatti tale dato indica che circa il 46 per cento delle lavoratrici meridionali sono senza lavoro.

Continua a calare l’occupazione italiana (-160mila unità), a fronte di un lieve incremento del tasso di occupazione (dal 56,1% al 56,2%). L’occupazione straniera, invece, aumenta significativamente (+276mila unità), ma il relativo tasso di occupazione scende dal 62,8% al 62,4%.

E’ dire che la cura di Tremonti ( al proposito si attende la maxi manovra finanziaria ) ha comunque dato i suoi frutti visto che l’ indebitamento delle amministrazioni pubbliche rispetto al pil era riuscito a scendere a quota 7,7 per cento rispetto all’ 8,5 per cento del 2010.

Il risultato deriva da una accelerazione delle entrate totali cresciute del 3,8% su base annua (soprattutto grazie al rialzo delle imposte in conto capitale) con una incidenza sul Pil salita al 40,6% rispetto al 40,2% del corrispondente trimestre del 2010. Aumenti in tutti i settori dalle imposte dirette a quelle indirette sino ai contributi sociali. La crescita rimane comunque abbastanza debole come sottolinea l’ agenzia di rating Standard’ s e poor, che già in passato aveva tagliato il rating del debito italiano. Al riguardo per incentivare le misure di sviluppo economico occorrerebbe varare le riforme necessarie in modo tale da incentivare il sistema pubblico e quello privato. Occorre soprattutto trovare i mezzi per ridurre l’ elevato rapporto debito pubblico / pil che nel 2010 ha toccato quota 119 per cento. L’ out look rimane comunque negativo e l’ agenzia di rating potrebbe abbassare ulteriormente anche la valutazione sul debito pubblico italiano. Occorre soprattutto tagliare la spesa pubblica in alcuni settori ed attuare alcune modifiche che portino risultati soddisfacenti nei confronti della lotta all’evasione. Inoltre Oltre alla disoccupazione giovanile, cresce anche la popolazione inattiva. Tale fenomeno interessa sia coloro che cercano lavoro non attivamente che quanto non cercano e non studiano.

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