Creare una nuova moneta


Introduzione

Mentre il portatore di un titolo rappresentativo può pretendere la consegna dell’oggetto del credito su consegna del documento, il portatore della moneta può solo proporre l’acquisto dei beni al proprietario. Solitamente non viene consentito agli esecutivi degli stati firmatari del Trattato istitutivo dell’Unione Europea di esercitare signoraggio in senso stretto: tutto ciò equivale a dire che non è loro permesso di appropriarsi di risorse attraverso l’emissione di quella forma di debito inesigibile che è la moneta inconvertibile di corso legale.

 

Alcune importanti conseguenze

Il ragionamento poc’anzi fatto porta ad alcune conclusioni abbastanza interessanti. Vediamole nel dettaglio. 1)Normalmente non dovrebbe essere consentito in alcun modo a nessuno di appropriarsi di risorse altrui, e questo non solamente nei riguardi degli stati firmatari del Trattato, come abbiamo spiegato prima; al contrario, ciò viene consentito alle banche centrali e alla Banca Centrale Europea, in particolare, che, come è noto, provvedono ad emettere un debito per così dire “inesigibile”, ovvero creato dalla collettività. 2)Esistono inoltre delle risorse che, appare ovvio, non appartengono a chi se ne appropria, altrimenti sarebbe impossibile appropriarsene. C’è anche da dire che le banche centrali sono riuscite a raggiungere un tale livello e grado di professionalità nel venire in possesso delle risorse altrui, da aver consolidato in sé stesse e nei governi a cui si riferiscono, il convincimento di avere il diritto di farlo, mediante una vera e propria forma di forma legale di “prelievo”.

 

Le caratteristiche che deve possedere una “nuova moneta”

Solo dopo che si è provveduto a definire con chiarezza il valore monetario come valore indotto, è allora possibile andare ad indicare quelle che sono le caratteristiche essenziali di una nuova moneta. Anzitutto, essa deve avere la qualità positiva della moneta d’oro e non anche quella negativa: in sostanza, la qualità positiva della moneta nominale e non quella negativa. La qualità positiva dell’oro è rappresentata dal fatto che il portatore ne è il legittimo proprietario; la qualità negativa, invece, risiede nel fatto che la sua rarità non può essere controllata, in quanto causata dalla rarità stessa dell’oro. Ragionando sempre allo stesso modo, la qualità negativa che appartiene alla moneta nominale sta nel fatto che il portatore ne è il debitore, in quanto la banca centrale provvede alla sua emissione solo attraverso il prestito; la qualità positiva è che essa non pone alcun problema di rarità. Come è noto a molti, la storia passata della moneta insegna che il maggior difetto insito nel sistema aureo risiede nelle gravi congiunture economiche per rarità monetaria, le quali sono provocate dalla impossibilità di adeguare gli incrementi monetari agli incrementi della produzione effettiva. Dato che infatti ogni unità di misura deve avere la qualità corrispondente a ciò che deve misurare, la rarità è essenzialmente una qualità fondamentale della moneta; ciò è vero perché la rarità rappresenta proprio la misura del valore dei beni economici che sono appunto tali, in quanto limitati nel quantitativo. Per riuscire a sostituire al limite naturale della rarità aurea quello discrezionale della moneta nominale, sarà necessario e sufficiente tenere conto delle normali oscillazioni dei valori di mercato.

 

Altre caratteristiche da tenere in considerazione

Posto il fatto che il prezzo non è solamente l’indice del valore dei beni, ma anche del punto di saturazione del mercato, per cui il mercato è saturo quando i prezzi tendono a coincidere con i costi di produzione, nel momento in cui questa tendenza viene a verificarsi, si dovrà allora desistere sia dall’emissione di moneta, sia, congiuntamente, dalla produzione di nuovi beni. In molti ritengono questa teoria portatrice di un vantaggio per gli individui, ovvero la possibilità di tornare a disporre finalmente del suo tempo che la logica della grande usura gli ha sottratto. C’è anche da dire che i vuoti monetari causati dalla monetizzazione del debito costringono ogni singolo individuo del nostro tempo a correre per tentare di colmarli, cercando di aumentare la velocità di circolazione della moneta in un clima di ansiosa incertezza. In effetti, voler pretendere, nell’attuale sistema in cui troviamo, di pagare un debito di denaro con altro denaro, è come pretendere di pagare un debito con un altro debito. Questo perché tutto il denaro che si trova in circolazione viene in pratica a essere gravato di debito verso la banca centrale che lo porta ad emissione in un solo modo; ponendo in essere un prestito. In questo tipo di sistema, in cui chi più produce più tende a indebitarsi, l’individuo potrà pagare i debiti solo con i beni reali e il prodotto del suo lavoro. Alle nuove generazioni, se non si procede alla sostituzione della moneta-debito con la moneta-proprietà, non rimarrà nessun’altra alternativa che quella tra la disperazione e lo sconforto. Non è quindi un caso che nel Deuteronomio troviamo un esempio lampante in questo senso; in un passo si legge infatti che Mos disponeva con l’anno sabbatico la remissione dei debiti, al fine di sostituire alla moneta-debito la moneta-proprietà.

 

 

 

SIMONE RICCI




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