Controlli incrociati Inps – Fisco

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia, Mutui

Come visto la duplice azione della manovra finanziaria unita al dettato legislativo del decreto sviluppo ha imposto oltre a vari obblighi per aziende e contribuente anche alcune tutele che consentono di rendere meno burocratici e farragginoso gli adempimenti fiscali e non solo. Ad esempio è stato eliminato l’ obbligo per i commercianti e quanti prestano attività di impresa e di libera professione di comunicare le vendite all’ amministrazione finanziaria le vendite di importo inferiore ai 3.000 euro effettuate con moneta elettronica ( bancomat, carte di credito, ecc.).

Tale norma, inquadrata in quelle inerenti lo spesometro,  impone invece alle società emittenti di carte di credito di effettuare le previste comunicazioni in quanto i tabulati delle transazioni sono in loro possesso e risulta più facile la comunicazione.

Altre semplificazioni o agevolazioni per il contribuente sono state inserite all’ interno del tema inerente il ravvedimento operoso. Infatti per i ritardatari che non superano i 15 giorni di ritardo, è prevista una piccola agevolazione inerente il fatto che ogni giorno è dovuto un 2 per cento sull’ importo da pagare sino al limite del 15° giorno ( pertanto dopo 15 giorno il contribuente pagherà il consueto 30 per cento dovuto per omesso versamento).

Inoltre i controlli fiscali effettuati dal prossimo autunno , in considerazione delle lamentele ricevute dai contribuenti negli ultimi tempi, avranno un coordinamento che garantirà di non vessare in modo eccessivo i contribuenti.

Infatti già alcune circolari hanno imposto di non effettuare controlli che portino ad un recupero di un basso imponibile, e di non controllare sempre gli stessi contribuenti. Adesso si pensa a stilare un piano dei controlli coordinato in modo da non far subire sempre allo stesso contribuente , in un breve lasso di tempo,  controlli in materia previdenziale, fiscale o relativi ai monopoli.

Pertanto i funzionari dell’ Inps. Dell’ Agenzia delle Entrate, della Guardia di Finanza,  e dei monopoli di Stato avranno cura di non effettuare troppe visite sempre agli stessi contribuenti. Il decreto sviluppo ha infatti stabilito che tra un controllo e l’ altro debba intercorrere almeno un semestre, che le ispezioni aziendali non debbano protrarsi oltre i 15 giorni. Peraltro, n materia contabile e fiscale , già lo Statuto del contribuente impone di non far durare oltre 15 giorni un controllo effettuato in azienda. Di conseguenza verrà redatto un piano che tenga conto dei vari tempi di controllo ed al quale gli ispettori dovranno attenersi. La norma, almeno per il momento tiene fuori dai controlli quelli effettuati in materia di salute e di repressione in materia alimentare oltre che le ispezioni fatte per verificare la sicurezza negli ambienti di lavoro. Non è quindi escluso che vengano effettuate dei controlli congiunti in modo da dilatare troppo i tempi.

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