Cina ed inflazione

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia, Prestiti

Come si è detto già  da un po’ di tempo a questa parte, l’ economia cinese attraversa un momento particolare. Infatti sebbene il pil e la crescita industriale non mostrino segni di cedimento con crescite sempre sostenute e vicine ai 10 punti percentuali, Pechino è ora assillata dal fenomeno dell’ inflazione che ha superato alcuni livelli di guardia. In quest’ ottica il governo cinese ha tentato di raffreddare gli investimenti all’ interno della nazione alzando i tassi di interesse e provando  anche ad aumentare la riserva obbligatoria. Purtroppo i dati confermano che tale mossa non ha sortito gli effetti sperati , in quanto la banca centrale ha diramato quali siano stati i nuovi prestiti nel 2010. In territorio cinese si sono avuti prestiti per oltre 7950 miliardi di yuan , un dato che va molto al di là dei 7500 miliardi di yuan che il governo cinese aveva pronosticato. Nel 2010 per arginare la dilagante speculazione immobiliare e per contrastare l’ aumento dell’ inflazione la banca centrale cinese ha alzato il tasso base per tre volte in mento di tre mesi, un evento visto che la banca centrale difficilmente alza i tassi di interesse, ed ha fatto ricorso anche ad una stretta monetaria innalzando nell’ arco del 2010 per ben sei volte il coefficiente di riserva obbligatoria. Tutto inutile visto che è rimasto intatto il maggiore problema, che è un flusso troppo elevato di investimenti soprattutto nel settore immobiliare dove la speculazione è oramai alle stelle.

Per scongiurare aumenti nel mattone Pechino aveva anche provato ad instaurare una sorta di imposta sugli immobili di lusso situati all’ interno  della Cina, ma la misura non ha avuto gli effetti sperati.

Continuano a crescere le riserve monetarie estere che in questo momento sono aumentate del 18 per cento arrivando a sfiorare l’ ingente cifra di 2850 miliardi di dollari. Tra l’ altro anche gli Usa sono molto preoccupati in considerazione del fatto che la gran parte di tale riserve è in dollari e quindi i cinesi hanno in mano molto del debito pubblico americano. Cresce comunque anche la quota di euro presente nelle riserve, anche perché i cinesi hanno diversi interessi a non far essere il dollaro la sola moneta usata per gli scambi internazionali. Secondo un calcolo di Tribune, quotidiano economico francese, la banca centrale cinese possiede circa il 7,3 per cento dell’ intero debito dei paesi dell’ aerea euro, per controvalore di oltre 600 miliardi di euro. Pechino ha inoltre dichiarato di voler dare una mano ai paesi a maggior rischio di default comprando i titoli di debito , ed ha iniziato a farlo da quelli spagnoli. Cosa che probabilmente inizierà a fare anche il Giappone viste le dichiarazioni del ministro degli interessi, interessato a titoli e quote del fondo di stabilità europeo.

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