In un periodo in cui la recessione continua a mordere le buone notizie arrivano dalla Cina, dove l’ economia continua a crescere a cifre spropositate. Gli analisti si attendevano una crescita del Pil di 9,2 punti percentuali ma il dato ufficiale ha smentito e sorpreso tutti visto che il prodotto interno lordo cinese cresce del 10,3 per cento. L’ economia della repubblica popolare cinese scoppia quindi di salute ed il dato ha avuto un’ impennata soprattutto nel quarto trimestre del 2010 quando la Cina ha intensificato gli sforzi per raggiungere un risultato insperato. Tale dato rappresenta infatti la crescita più alta dalla crisi finanziaria del 2008. Tale dato rappresenta quindi una sostanziale risposta a quanto prospettato dagli analisti.
Nel 2011 comunque la crescita sarà più limitata anche secondo la televisione China Central Television che cita fonti governative al riguardo. Sebbene egli investimenti in capitale fisso siano diminuiti con un dato vicino al 25 per cento , il prodotto interno lordo è trainato dalla produzione industriale che ha avuto un balzo del 15, a per cento nel 2010 confermando ancora una volta che l’ industria cinese non conosce crisi e che il settore industriale e le esportazioni in generale si sono ripresi dalla grave crisi del 2008.
A preoccupare Pechino è semmai il dato sull’ inflazione che comunque è da parecchio sotto la lente del governo cinese. A dicembre l’ indice dei prezzi al consumo è salito del 4,6 per cento in flessione rispetto al mese di novembre do ve l’ inflazione è stata pari al 5,1 per cento, ma comunque superiore alle attese governative.
A seguito dell’ incontro al vertice tra il presidente americano Obama ed il suo omologo cinese Hu Juntao si sono effettuate alcune modifiche ai trattati che in questo caso oltre al commercio riguardano anche la stabilità della valuta cinese, lo Yuan. Quest’ ultimo nell’ ultimo mese ha avuto una rivalutazione del 3,6 per cento, dato che lascia ben sperare e che potrebbe anche essere più sostenuto visto l’ aumento dell’ inflazione che si è avuto nell’ ultimo anno. Il giappone riconosce anche di aver perso lo scettro della seconda economia mondiale ed auspica che la crescita della cina possa portare benefici anche al Giappone, visto che comunque la vicinanza geografica aiuta molto l’ import e l’ export dei due stati asiatici.




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Data: 20 gennaio 2011



