Balzo dell’ inflazione

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia

Come era ampiamente prevedibile nel mese di febbraio l’ aumento dei prezzi ha avuto un notevole balzo che ha portato a toccare i livelli di Novembre 2008. Infatti su base mensile il valore è arrivato ad aumentare di circa 0,3 punti percentuali. L’ inflazione è stata leggermente più alta di quanto atteso dagli operatori di mercato, è ad influire su tale valore sono soprattutto gli alimentari e i prodotti petroliferi, visti i disordini in nord africa che hanno procurato diversi problemi. In particolare, il balzo all’insù è stato provocato dai prezzi degli energetici non regolamentati, saliti dell’1,2% su mese e del 14,6% su anno. Sui dodici mesi, la benzina cresce dell’11,8% e il gasolio del 18 per cento. Rispetto al primo mese del 2011, invece, il prezzo della benzina sale dello 0,8% e il gasolio dell’1,1 per cento. Anche in europa prezzi in aumento con un aumento tendenziale di circa 0,1 punti percentuali dovuto al settore petrolio e carburanti.

Vista l’ inflazione così elevata si è tornato a vociferare di un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea di Trichet. Infatti tale evenienza comporterebbe un ritorno alla normalità che secondo l’ eurotower è intorno ai 2 punti percentuali di inflazione, valore che comunque non deve essere superato. Nel 2008, Jean Claude Trichet, sbagliando clamorosamente il timing nella gestione dei tassi, decise per un rialzo del costo del denaro.

Una mossa che, visto il credit crunch diffuso dagli Stati Uniti, fu costretto a abiurare di lì a poco. Dovrebbe leggermente migliorare la crescita rivista in rialzo di circa 1 punto percentuale.Il problema è che oggi la Bce è in una trappola della liquidità. Non quella classica, in cui i tassi d’interesse sono prossimi alla zero e non possono essere ulteriormente abbassati. In una trappola diversa, o meglio inversa, dove anche se è possibile alzare i tassi non è proprio opportuno farlo. Crescita che comunque sarebbe molto diseguale tra gli stati, e quindi non troppo omogenea. L’ Italia dovrebbe avere una crescita del Pil intorno all’ 1,1 per cento e quindi un valore abbastanza distante dalle locomotive europee, individuate in Germania, Olanda  e Francia.

Guardando, invece, al passato secondo l’Istat il 2010 tricolore si chiude con una crescita della ricchezza interna lorda dell’1,3 per cento. Il dato è migliore di quanto previsto dal governo che nella decisione di finanza pubblica aveva indicato una salita dell’1,2 per cento. «Con la bussola giusta, con i piedi per terra un passo dopo l’altro, gli italiani e l’Italia stanno andando nella giusta direzione», ha commentato il ministro del Tesoro Giulio Tremonti. Migliora il rapporto Debito / Pil che dovrebbe aggirarsi intorno al 4,6 per cento in progresso rispetto al 5,4 per cento fatto registrare precedentemente.

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