Ancora nessun accordo sul debito Usa

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Economia, Mutui

Ancora una volta fumata nera per l’ accordo sull’ innalzamento del debito americano necessario per scongiurare il rischio default che pende sulle teste dei cittadini americani. Il presidente Obama ed i suoi consiglieri erano riusciti ad approntare a tempo di record un testo che innalzava il tetto del debito e che è stato votato alla Camera. Successivamente però il Senato americano, a maggioranza democratica, ha rifiutato il testo e ha proposto alcune modifiche per l’ approvazione della legge.

Il problema è particolarmente serio anche perché la rottura sembra profonda e si fatica a trovare un’ accordo. In particolare il 2 agosto è l’ ultima data entro cui sarà possibile discutere di un piano che dovrà essere valutato ed approvato da ambedue gli schieramenti. Del resto anche in casa democratica non tutti sono d’ accordo sul piano proposto ed alcuni hanno già iniziato a far circolare bozze di piani di rientro autonomi.

L’ osso più duro contro ci deve combattere sembra lo speaker della Camera John Bohner, sostenuto fortemente dai Tea Party. Questo movimento, che negli ultimi tempi ha avuto una costante crescita di consensi, prevede di non alzare le tasse all’ interno degli Usa, e pertanto i maxi tagli proposti dall’ amministrazione Obama sono duramente contrastati.  Boehner ha del resto proposto un suo piano di rientro, che comunque è molto soft rispetto a quello proposto da Obama visto che prevede un innalzamento del tetto del debito di circa 900 miliardi di dollari sin da subito per poi crescere oltre i 1.600 miliardi di euro nell’ anno successivo.

Ma lo scontro non è solo sulle cifre visto che per poter intavolare un discussione Boehner pretende che il pareggio di bilancio sia un’ obbligo da inserire all’ interno della carta costituzionale. Sul tema vi sono forti opposizioni non solo da parte di esponenti dell’ area democratica, ma anche di illustri economisti che giudicano la proposta come troppo vincolante per i governi, soprattutto in fase di recessione o quando è il caso di sostenere l’ economia in crisi di occupati.

Gli occhi sono tutti puntati sulla possibilità o mano di nuove trattative, perché da soli i democratici non avrebbero il sostegno neppure per passare una proposta al Senato, dove per portare una legislazione in aula occorrono 60 voti su cento. Pertanto il presidente Obama è molto impegnato nel vagliare l’ ipotesi di accordi che salvano gli Usa dal rischio default. Le agenzie di rating hanno infatti già minacciato un declassamento del debito, fermo a circa 14.000 miliardi di euro, se non si riuscirà ad innalzare il tetto. Pertanto tutti sono impegnati a trovare una soluzione soprattutto prima che riaprano i mercati, che in caso di mancato accordo potrebbero davvero colare a picco.

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