Ancora modifiche introdotte dagli emendamenti sulla manovra finanziaria recentemente proposta dal governo. A non convincere totalmente è soprattutto la rivalutazione parziale al 45 per cento delle pensioni che presentano un’ ammontare compreso tra 3 ed 8 volte l’ assegno minimo corrisposto dall’ Inps.
In particolare si lavora per mantenere il più possibile invariati il gettito per l’ erario, ma anche per fare in modo di limare qualche novità normativa. Peraltro è stato già stabilito dall’ esecutivo che la volontà di tutti è di licenziare il testo prima della chiusura dei lavori parlamentari e cioè prima del 5 agosto. In particolare occorrerà vagliare la norma sulle pensioni che prevede blocchi della rivalutazione , ma anche la possibilità di introdurre sin dal 2014 l’ ancoramento dell’ età pensionabile delle lavoratrici del settore privato a quelle del settore pubblico. E’ stato peraltro previsto che verrà effettuata periodicamente una revisione dell’ età della pensione in modo da tenere conto delle aspettative di vita. In particolare la prima revisione potrebbe spostare di tre mesi l’ età utile per andare in pensione. Per quanto riguarda la rivalutazione sembra essere deciso di comune accordo tra tutti gli schieramenti politici che le uniche pensioni che devono essere toccate sono quelle inerenti trattamenti che superano 8 volte l’ assegno minimo, in modo da lasciare intatta la rivalutazione che riguarda gli assegni più bassi.
Peraltro anche l’ imposta di bollo prevista per i conti correnti su cui sono depositati titoli è stata rimodulata. Fermo restando la volontà di tutti di ottenere un gettito sostenuto dall’ introduzione di tale tassa ( si parlava di circa 800 milioni di euro per i primi due anni) si è tentato di rendere la tassa più morbida e con una crescita graduale dell’ importo. La tassa dovrebbe essere ridotta da circa 150 euro a 120 euro , almeno per i primi due anni di applicazione dell’ imposta il 2011 ed il 2012, e successivamente verrà aumentata in modo esponenziale in base all’ entità del conto titoli. In particolare l’ imposta potrebbe raggiungere anche i 1800 euro annui se il deposito supera i 300.000 euro.




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Data: 14 luglio 2011



