La crisi colpisce duramente i nostri mercati azionari ed in generale quelli europei ed allora si studiano contromosse in grado di contrastare la perdita di competitività. I particolare la manovra correttiva ( il D.L. 98 del 2011) all’ art. 31 introduce una detassazione dei redditi provenienti da quote di società venture capital, che quindi investano il capitale di rischio in attività a forte contenuto innovativo. Per renderla pienamente operativa l’ agevolazione ha bisogno innanzitutto di passare il vaglio della comunità europeo e successivamente di un decreto del ministero dell’ economia e delle finanze che la rende pienamente operativa.
L’ agevolazione riguarda i fondi di venture capital, che secondo la definizione contenuta nel Dl 98 del 2011, sono i fondi comuni di investimento che investono almeno il 75 per cento di tutti i capitali raccolti in società non quotate che siano nella fase di sperimentazione ( ed in questo caso parliamo di seed financing) oppure in attività che siano nella fase di start – up, e quindi di prima costituzione, o di avvio di attività e sviluppo del prodotto. Le caratteristiche che debbano avere tali tipo di società riguardano il fatto di non avere ricavi che non sono superiori ai 50 milioni di euro, che non siano quotate su mercati borsistici e che abbiano sede nella comunità europea. L’ agevolazione è particolarmente allettante in quanto tali tipi di reddito sono esenti di imposta, a parte una ritenuta del 12,5 per cento che viene applicata in caso i percettori del reddito siano dei soggetti titolari di reddito d’ impresa.
Per rendere pienamente operativa l’ agevolazione occorrerà attende re un decreto del ministero dell’ economia e delle finanze, che stabilire tutte le modalità che dovranno applicarsi per usufruire dell’agevolazione e per effettuare la rendicontazione. Inoltre in tale decreto saranno stabilite anche le sanzioni previste per chi non adempie a tali obblighi. Per quanto riguarda invece la detassazione prevista per gli interessi occorrerà attendere il parere di Bruxelles che dovrà vagliare se la norma contrasti o meno con principi comunitari.
Nel 2010 gli investimenti in fondi venture capital hanno attirato oltre 2,2 miliardi di euro, una cifra consistente, ma che solo in piccola parte è da imputarsi ad investimenti effettuati da privati. Si tenterà quindi di fare in modo di attirare maggiori investimenti da privati, senza peraltro spostare troppo gli investimenti dalle imprese. A conti fatti il costo per l’ erario dell’ intera operazione dovrebbe essere di circa 14 milioni di euro, un valido aiuto quindi in tempi di crisi come quelli attuali.




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Data: 05 agosto 2011



