La data è stata oramai fissata , e si tratta del 2036. Entro quest’ anno infatti le economie dei sette paesi emergenti supereranno per prodotto interno lordo quelle dei G7, gli attuali sette paesi maggiormente industrializzati. Lo studio è stato condotto da una delle maggiori società di consulenza del globo, la pricewatercooper. Peraltro la stessa società aveva confrontato le economie degli E7 e dei G7 anche prima della recessione mondiale che ha sconvolto gli assetti economici mondiali ed aveva dichiarato che Cina, India, Brasile, Russia, Indonesia, Turchia e Messico supereranno i paesi del G7 (Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia e Italia) entro il 2046. Lo stesso studio , condotto dopo che gli effetti della recessione si sono stabilizzati, ha ridotto di un decennio l’ avvenimento del sorpasso.
Lo studio effettuato riguarda il valore congiunto delle attività bancarie dei paesi emergenti anche in relazione alla possibile spinta del prodotto interno lordo nazionale. Pertanto dopo la crisi economica avvenuta nel 2008, e che ha largamente colpito le istituzioni bancarie e finanziarie, non sorprende più di tanto che i tempi per superare le economie dei paesi maggiormente industrializzati si siano accorciati. Infatti i paesi emergenti sono stati molto meno colpiti rispetto a quelli occidentali visto che le banche situate nei Brics avevano in portafoglio molti meno titoli tossici rispetto agli istituti bancari europei ed americani.
A livello di singoli stati si può affermare che Per il primo posto del podio, la Cina supererà gli Stati Uniti come principale economia mondiale già nel 2023, con venti anni di anticipo rispetto alle previsioni precedenti.
Sebbene anche le economie emergenti incomincino ad incontrare alcuni problemi che potrebbero diventare sempre più evidenti. In particolare la Cina , con crescita della produzione industriale di oltre 7 punti percentuali annui, incomincia a risentire di questo surriscaldamento dell’ economia interna e tenta di porre alcuni rimedi. In particolare il rialzo dei prezzi delle materie prime unite ad una notevole speculazione immobiliare preoccupa non poco il governo cinese, che sta tentando in tutti i modi di limitare l’ innalzamento dell’ inflazione. Altro problema è il livello dei consumi molto basso all’ interno del paese orientale, situazione a cui Pechino ha sicuramente pensato di porre rimedio e quindi di spostare la bilancia commerciale ( attualmente pendete verso l’ export) in modo tale da riequilibrare la situazione.
Lo studio di PWc si occupa anche di stabilire il primato mondiale in termini di Pil che si avrà tra molti anni. Interessante è lo spunto offerto che dal 2050 la probabile prima economia mondiale sarà l’ India e non la Cina, in quanto quest’ ultima tra un po’ di anni sarà penalizzata in termini di produzione data l’ elevata età media della popolazione.




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Data: 03 giugno 2011



