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Archivio di Storia economica

Aspetti dell’economia medievale
Introduzione In un’economia prevalentemente agricola, come quella del Medioevo, il commercio aveva un ruolo assolutamente preponderante e dinamico. La conseguenza più importante delle scoperte geografiche fu sicuramente lo spostamento dell’asse dei traffici commerciali: Spagna e Portogallo si affermano nella rotta dell’Oceano Indiano e insidiano quindi il ruolo di Venezia e delle altre città marinare. Sono proprio queste ultime a cessare di essere le principali protagoniste dei traffici commerciali; la Spagna infatti assume il controllo delle rotte per le Indie Occidentali (l’attuale America centrale), ma, assieme al Portogallo, non riuscirà comunque a sfruttare questo dominio.   La fine del ‘400 e l’inizio del ‘500 Già ...leggi tutto»
Altri cenni sull’economia fascista
Ancora sul periodo 1922-1925 Nell’industria tessile riesce ad affermarsi una nuova produzione che conta molto sulle importazioni di seta artificiale. Nel periodo 1922-1925 l’Italia diventa la seconda produttrice di questo tipo di seta dopo gli Stati Uniti: la Snia Viscosa assume i contorni di una grande concentrazione industriale nel tessile e in questa fase viene incentivata in modo generoso. Per quel che riguarda invece l’industria automobilistica, la Fiat è la terza fabbrica italiana durante la Prima Guerra Mondiale, tanto che riesce a produrre i motori destinati all’aviazione del nostro paese; inoltre, essa risente poco della riconversione da guerra a pace, visto ...leggi tutto»
L’economia italiana durante il fascismo
Introduzione Gli ultimissimi anni che precedono l’avvento del Fascismo in Italia si caratterizzano, in economia, per una certezza: i tentativi di scalata bancaria si rivelano infatti spesso dei veri e propri fallimenti. È la Banca d’Italia a intervenire in favore dell’Ansaldo nel 1920-1921, un intervento che provoca un forte inasprimento dell’inflazione, con l’Italia che tenta di finanziare il costo della conflitto bellico appena terminato con emissioni cartacee nell’immediato dopoguerra. Di tale fenomeno inflazionistico si avvantaggiano soprattutto gli industriali e i proprietari agricoli, vale a dire coloro che hanno un reddito variabile, ma l’influenza maggiore viene esercitata sui salariati e sul ceto ...leggi tutto»
La ricostruzione economica postbellica
Introduzione Gli orrori e le distruzioni della seconda guerra mondiale superarono abbondantemente quelli della prima. Viceversa, l’instabilità e la crisi dell’economia mondiale del periodo compreso tra le due guerre non ebbero nessuna eco nel secondo dopoguerra. Giusto all’opposto, dopo una veloce ricostruzione economica, il mondo, e non solo l’Occidente, si vide spronato alla maggiore crescita economica mai sperimentata. Com’è possibile che le conseguenze della seconda guerra mondiale fossero tanto diverse o, per meglio dire, opposte a quelle della prima, quando quella risultò molto più costosa e devastatrice di quest’ultima? Il paradosso è solo apparente e ha una facile spiegazione. A differenza ...leggi tutto»
L’economia europea nel II dopoguerra
Introduzione I primi due anni del dopoguerra furono dominati, in un primo momento, dalla politica degli aiuti umanitari. Bisognava soccorrere decine di milioni di feriti, prigionieri e dispersi, città devastate e nazioni disorganizzate. Le nuove amministrazioni nei territori liberati dal controllo nazista, con l’aiuto degli eserciti alleati e dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Aiuto e la Ripresa (conosciuta anche con l’acronimo Unrra, United Nations Relief and Rehabilitation Administration), concentrarono la loro attenzione iniziale su questi compiti urgenti, di sopravvivenza. La disorganizzazione e il caos si superarono progressivamente. L’anno 1947 fu particolarmente dinamico nello sforzo di ricostruzione; anche l’azione collettiva si andò ...leggi tutto»
Imprenditori e imprese durante l’industrializzazione
Introduzione Il vero e proprio motore del sistema capitalistico è l’imprenditore, cioè l’individuo o gli individui associati tra loro in possesso dei mezzi di produzione – macchine e fabbriche (capitale fisso), materie prime, stock, risorse finanziarie (capitale circolante) – in grado di realizzare dei prodotti. È l’imprenditore che organizza la produzione, che prende la decisione di investire per innovare una tecnologia, un prodotto o una modalità organizzativa della produzione. Se non dispone di risorse finanziarie sufficienti può ricorrere a prestiti per acquistare le attrezzature necessarie. Egli assume gli operai e i capireparto come salariati e vende i prodotti sotto la sua ...leggi tutto»
Istituzioni pubbliche e industrializzazione
Introduzione La crescita economica del XIX secolo, pur basandosi in gran parte sullo spirito d’iniziativa dei singoli individui, ebbe tra i suoi attori anche lo stato e le collettività locali. Paesi a forte autonomia locale, come ad esempio la Gran Bretagna o gli Stati Uniti, si affidarono maggiormente allo spirito d’intrapresa; i grandi paesi dove da tempo si erano sviluppati più potenti apparati statali, come la Francia o la Prussia, videro lo Stato intervenire in maniera più articolata; le nazioni che invece cominciarono più tardi il loro sviluppo, quali la Russia zarista (o il Giappone) ebbero nello stato un essenziale agente ...leggi tutto»
Gli attori dell’industrializzazione: le banche
  Introduzione All’inizio della rivoluzione industriale, le banche ebbero un ruolo piuttosto debole e marginale. Nella prima metà del XIX secolo, infatti, esse finanziarono soprattutto il commercio internazionale e il collocamento dei prestiti governativi. Il sistema bancario si fondava sostanzialmente sulle banche centrali (in particolare la Banca d’Inghilterra e la Banca di Francia) e su alcune banche di stampo privato. Le prime, le quali erano controllate da pochi ricchi azionisti, andavano a praticare soprattutto il risconto (si tratta della quota di costo o di ricavo di competenza dell'esercizio successivo che però ha già avuto la sua manifestazione finanziaria), svolgevano il ruolo di “banche delle banche” ...leggi tutto»
American System of manufacturing
  Introduzione Il processo di industrializzazione europea e internazionale per quel che concerne il XIX secolo e le conseguenti “rivoluzioni industriali” furono resi possibili anche e soprattutto dagli importanti e innovativi progressi che furono realizzati in parallelo e in conseguenza a questi specifici sviluppi nel settore delle macchine utensili (come lo erano, ad esempio, i torni, le frese, le mole, le lime, le smerigliatrici e le rettificatrici) le quali permettevano di ottenere delle parti metalliche con i requisiti meccanici e di progettazione indispensabili al buon funzionamento delle macchine che con esse si andavano a costruire e di fabbricare degli oggetti standardizzati.   Gli innovatori ...leggi tutto»
Il nuovo modello demografico dell’800
Introduzione Perni della nuova demografia europea sviluppatasi a partire dalla rivoluzione industriale furono la caduta della mortalità e la contrazione del tasso di natalità. Il regime a fecondità media e alta mortalità che aveva caratterizzato lo sviluppo demografico dell’Europa pre-industriale fu dunque sostituito da un regime caratterizzato dalla drastica riduzione di entrambi i parametri. Sul breve periodo si produsse comunque una crescita impetuosa, dovuta al calo della mortalità più che all’aumento della fecondità. In una seconda fase, la fertilità declinò in misura vistosa e il successivo aumento della popolazione non dipese dal maggior numero di nascite, ma essenzialmente dal crescente allungamento ...leggi tutto»
Crescita e trasformazione dell’economia
Cicli, fluttuazioni La crescita in economia non è mai stata del tutto lineare. Essa è stata anzi contraddistinta da variazioni momentanee o fluttuazioni riguardanti in genere brevi periodi, che costituiscono l’essenza della congiuntura senza che le strutture siano profondamente modificate. Sulle cause delle crisi e sui modi per evitarle sono state formulate innumerevoli teorie: e alla storia si è fatto continuo ricorso alla ricerca di regolarità empiriche nella durata che permettessero di prevedere l’andamento futuro. Una notevole influenza in materia è stata esercitata da Joseph Schumpeter che, nel suo Business cycles del 1939, aveva sottoposto a verifica empirica l’esistenza di tre ...leggi tutto»
Le unità di analisi
Pollard e la regione economica A partire dagli anni Settanta, un numero crescente di storici esprimeva insoddisfazione nei confronti di sequenze di tipo deterministico, di modelli di interpretazione univoci e lineari. Cresceva dunque l’esigenza di una più larga ed approfondita comparazione delle caratteristiche peculiari di ciascun caso. Si poneva però il problema dell’unità di base dell’analisi e del confronto. Se l’unità di analisi comunemente assunta dagli storici era stata quella nazionale, sia perché consentiva l’utilizzo di cifre raccolte da autorità centrali, sia per il ruolo giocato dagli stati, altri cominciarono a proporre unità differenti: regioni caratterizzate da diversi gradi di omogeneità ...leggi tutto»
Le teorie della storia economica
Gli stadi di Rostov Nello studio delle fasi e delle dinamiche dello sviluppo si è passati da una prospettiva di integrale imitazione del modello inglese alla verifica di importanti differenze per le quali si è cercato di fornire delle spiegazioni generalizzanti. L’intento era quello di trovare un comune denominatore ai cambiamenti economici dell’Europa contemporanea, analizzandoli in maniera comparativa, mostrando come nessuna nazione potesse considerarsi un caso unico, ma rientrasse nello spettro di un modello o nell’articolazione di una teoria della crescita. Nella costruzione di questi modelli si distinsero durante gli anni Sessanta Walter Rostow e Alexander Gerschenkron che, partendo dalle problematiche ...leggi tutto»
Uno sguardo sul passato: L’Italia verso la moneta unica
Introduzione Il Sistema Monetario Europeo era stato inteso fin dalla sua istituzione come un passo preliminare verso la creazione di uno spazio monetario pienamente integrato, dotato di una moneta unica europea; per questa ragione, il trattato istitutivo dello Sme aveva posto come obiettivi non soltanto la stabilità dei cambi, ma anche la piena mobilità dei capitali e quindi l’integrazione finanziaria completa. Il passaggio dallo Sme, istituito nel 1978 (l’adesione dell’Italia avvenne però nel 19799, alla creazione dell’euro come moneta di conto europea, avvenuta nel 1999, richiese non meno di vent’anni. Nel 1987, poi, ebbe luogo l’ultimo riallineamento di rilievo: dopo di ...leggi tutto»
Lo sviluppo capitalista dell’industria
Introduzione Nel corso del XIX secolo, il modo di produzione capitalista si sviluppa soprattutto sul modello dell’industria meccanizzata. Le fabbriche tendono a moltiplicarsi in Inghilterra, dove sono nate alla fine del XVIII secolo, ma anche in paesi come il Belgio, la Francia, la Svizzera, la Germania e gli Stati Uniti; la loro crescita è particolarmente marcata nei cosiddetti settori “trainanti” dell’epoca, vale a dire quello tessile e quello metallurgico. Vecchi proprietari di manifatture o commercianti, ma anche figli di artigiani, di capireparto, divengono dei veri e propri imprenditori e fanno lavorare, con l’intento di ricavare il massimo profitto, la manodopera resa ...leggi tutto»
Il miracolo economico italiano
Introduzione Col termine “miracolo economico”, si è soliti parlare di un preciso periodo di sviluppo economico e finanziario che ha contraddistinto l’Italia nel secondo dopoguerra: per la precisione, il veloce sviluppo che ebbe luogo nel nostro paese tra il 1955 e il 1963 fu contrassegnato da elementi profondamente contraddittori, tanto da apparire ai più come uno sviluppo dalle due facce. In quegli anni, l’economia italiana fu in grado di conseguire simultaneamente tre obiettivi che il più delle volte risultano incompatibili: investimenti produttivi assai elevati, stabilità monetaria ed equilibrio nella bilancia dei pagamenti. Il paese realizzò così una rapida industrializzazione senza inflazione ...leggi tutto»
John Maynard Keynes
Introduzione A causa delle pressione incessante degli eventi sulle idee economiche e dell’influenza dominante della Grande Depressione, gli anni Trenta del XX secolo furono il decennio più innovativo. Nel 1936, il quarto anno del New Deal rooseveltiano, dopo una ripresa che risultò poi essere molto provvisoria, le spese personali erano ancora basse. Nel 1937 ci fu un altro forte crollo borsistico negli Stati Uniti e si cominciò allora a parlare di recessione: una recessione era una depressione all’interno di un’altra depressione. L’ortodossia classica non era in grado di indicare rimedi a nessuna di queste situazioni. Forse la banca centrale sarebbe potuta ...leggi tutto»
L’exscursus del Federalismo
Introduzione Come è stato evidente, ripercorrendo il pensiero di molti teorici e politici degli scorsi due secoli, Carlo Cattaneo non è stato assolutamente una voce isolata in fatto di tematiche federaliste. Cattaneo rappresenta di sicuro un anello importante di una grande tradizione nella quale si ritrovano il grande liberalismo, il miglior socialismo di stampo non marxista e la grande tradizione cattolico-liberale. Una lunga catena che, se lo vogliamo, possiamo, nella nostra epoca, far nascere e sviluppare dai Federalisti e che non è mai finita del tutto, essendo sempre a rischio, come lo è al giorno d’oggi, e minacciata in forma sempre ...leggi tutto»
La grande austerity
Introduzione 2 dicembre 1973: è questa la data che rappresenta il punto di inizio della prima domenica di austerity per gli italiani (già da allora si utilizzò il termine anglosassone, in quanto il nostro “austerità” suonava come troppo autarchico). Tutti a piedi o in bicicletta per decreto, e tutto a seguito della devastante crisi petrolifera internazionale che si era scatenata proprio nel corso di quell’anno. In realtà, si trattò del primo grande trauma economico dell’Occidente dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.   Lo scoppio della crisi Segnali che il boom e il conseguente miracolo economico degli anni Sessanta fossero ormai da archiviare non erano ...leggi tutto»
Il federalismo fiscale
Introduzione Carlo Cattaneo (1801-1869), patriota e filosofo, viene considerato a ragione il padre del federalismo su modello confederale. Secondo la sua teoria, salvo le grandi funzioni (difesa, moneta, commercio internazionale e politica estera) attribuite allo Stato, tutte le altre attività devono essere svolte e finanziate direttamente dai governi locali: il costo viene in questo caso sostenuto dai cittadini tramite le imposte locali. Se fosse comunque ancora in vita, avrebbe in orrore il dibattito attuale che si fa proprio sul federalismo, condotto soprattutto in chiave economica e contabile-fiscale. C’è da dire infatti che, anche se Cattaneo non tratta mai espressamente il federalismo ...leggi tutto»
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