ULTIMI ARTICOLI
Arriva l’accordo tra i paesi dell’Unione Europea sulle conclusioni derivanti dal Consiglio Europeo di giovedì scorso, compresa la proposta sull’istituzione di una tassa comunitaria sulle transazioni finanziarie. A riferirlo è il portavoce del governo tedesco. «Le conclusioni sono state approvate da tutti i capi di Stato e di governo del Consiglio europeo», ha affermato il delegato dell’esecutivo di Berlino. A porre, in pratica, un veto su tale proposta era stato, durante un intervento alla presentazione della Fondazione Liberamente, il premier Silvio Berlusconi, che aveva bocciato l’ipotesi come «ridicola». In particolare, il portavoce tedesco si è soffermato sul punto 16 delle conclusioni del summit europeo, relativo alla tassa sulle transazioni finanziarie. L’articolo in questione recita: «Il Consiglio europeo conviene sulla necessità che gli Stati membri introducano sistemi di prelievi e tasse a carico degli istituti finanziari per assicurare un'equa ripartizione degli oneri e stabilire incentivi volti a contenere il rischio sistemico». L’unico paese a tirarsi fuori è la Repubblica Ceca che si riserva il diritto di non introdurre tale imposta. Non sono mancati riferimenti al punto 17 dello stesso accordo, secondo cui vi è la «necessità di esplorare e sviluppare ulteriormente» l'eventuale introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie su scala ...leggi tutto»
«L’area dell'euro continua ad avere un chiaro interesse in un sistema finanziario internazionale forte e stabile, considerato che la volatilità eccessiva e movimenti disordinati nei tassi di cambio hanno implicazioni negative sulla stabilità finanziaria». Ha il tono di un vero e proprio plauso rispetto alla decisione della Cina di rendere yuan più flessibile, il comunicato congiunto diramato dalla Bce e dalla Unione Europea. Un messaggio ufficiale di benvenuto, quello siglato da Jean-Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo, che nella nota aggiunge: «tenendo conto del ruolo importante della Cina nell'economia globale, incoraggiamo le autorità a permettere una maggiore flessibilità dello yuan come mezzo per promuovere una crescita bilanciata in Cina e nell'economia mondiale». Sulla questione è intervenuto anche il numero di uno di Tod’s Diego Della Valle, intervistato dalla giornalista Maria Latella per Sky Tg 24. «È una buona notizia – affermato l’imprenditore marchigiano - un'aggiunta al buon umore che gli imprenditori italiani che operano in Cina si possono permettere di avere. Credo che un euro giustamente valutato ci permetterà di respirare un po’ di più, soprattutto nei mercati, penso agli Usa, dove invece i gruppi italiani ricominciano a respirare da poco».
Un commento che s’inserisce nel coro di reazioni positive provenienti dall’Occidente in ...leggi tutto»
La pensione integrativa
A seguito della cosiddetta “Riforma Dini” del 1995 è stato abolito definitivamente il sistema di calcolo retributivo ed è stato introdotto quello contributivo: la pensione, dunque, dal 1995 in poi, non viene più a essere calcolata in base a quelle che sono le ultime retribuzioni di lavoro, ma si calcola in base ai contributi versati dal lavoratore durante tutta l’età contributiva. Considerando comunque la grande difficoltà dei giovani a inserirsi attualmente nel mondo del lavoro e la loro scarsa capacità di reddito nei primi anni in cui l’impiego viene trovato, in media, fra venti anni circa si potrà contare su una pensione che sarà pari alla metà dell’ultimo stipendio che è stato percepito. Ecco perché forse conviene al giorno d’oggi sottoscrivere una pensione di tipo integrativo.
Le spese relative alla pensione
Può sorgere in alcuni il desiderio di sottoscrivere una pensione soltanto con l’assicurazione, senza andare a spendere neanche un centesimo per l’Inps (l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale). È possibile uno scenario di questo tipo? Anzitutto, oltre al fatto che l’iscrizione alla stessa Inps è di fatto obbligatoria per tutti gli artigiani e i loro relativi collaboratori, costruire una pensione di tipo integrativo solamente mediante un prodotto assicurativo è, in ...leggi tutto»
Introduzione
In questa trattazione cercheremo di comprendere meglio come funziona il meccanismo del risarcimento diretto. La legge 254 del 2006 istituita dall’allora ministro Bersani dichiara espressamente che per certi tipi specifici di sinistri, i quali sono avvenuti in un momento successivo all’entrata in vigore dello stesso testo normativo (vale a dire il 1° febbraio del 2007), le compagnie assicurative sono obbligate in ogni caso ad applicare questo risarcimento diretto: quest’ultimo consiste nell’indennizzo che va al soggetto assicurato e che ha subito l’incidente. Inoltre, questo stesso soggetto deve essersi dichiarato non responsabile di tutto l’accaduto, oppure, al massimo, colpevole solo in parte dell’evento, da parte della propria assicurazione, sia per quel che riguarda i danni materiali (per i quali non esistono limitazioni di sorta), sia per le lesioni di tipo fisico non gravi (si intende in questo caso quelle che portano fino a un’invalidità permanente pari al 9%). Per queste ragioni, l’automobilista che è stato danneggiato non dovrà più andarsi a rivolgere all’assicurazione del soggetto danneggiante, ma alla propria compagnia, la quale a sua volta provvederà a liquidarlo in maniera tempestiva, avendo il diritto di rivalersi nei confronti dell’assicurazione di chi ha danneggiato nel corso del sinistro.
I casi del risarcimento diretto
A questo ...leggi tutto»
Introduzione
Il mondo della finanza è una vera giungla: avvicinarsi con la consapevolezza di non commettere errori, marchiani o meno, è l’atteggiamento più sbagliato. Bisogna invece convincersi che il modo più sereno e sicuro per affrontare questo intricato insieme di strumenti, prodotti, voci, indiscrezioni è quello di esaminare con attenzione e cura gli errori più comuni; solo così si potranno imparare i cosiddetti “trucchi del mestiere” e investire in maniera sempre più proficua.
Gli errori più comuni negli investimenti
Vediamo di seguito quali sono gli errori più comuni che vengono compiuti al momento dell’investimento finanziario. 1)Aspettare e attendere. Si tratta dell’errore di investimento più grande di tutti: in questo caso, bisogna far propria la massima secondo cui non si deve mai rimandare a domani tutto quello che si doveva fare ieri. In questo senso, assumere un atteggiamento troppo attendista può voler dire una pianificazione vera e propria del fallimento finanziario dell’investitore. 2)Nutrire dubbi sugli obiettivi finanziari e sul piano per raggiungerli. Anche il fatto di non aver obiettivi di tipo finanziario ben precisi, oltre al non avere uno specifico piano per riuscire a raggiungere questi stessi obiettivi è un errore molto comune in finanza. Di solito, si tende troppo spesso a pianificare con ...leggi tutto»
Introduzione
Prima di addentrarci nella questione relativa ai corretti investimenti in Borsa, è necessario introdurre il modo corretto relativo al deposito dei propri soldi, per quel che riguarda l’alternativa tra l’istituto di credito e la posta. Se si intende infatti depositare il proprio denaro su un conto corrente (il quale può essere sia bancario che postale), ciò significa che l’obiettivo del risparmiatore è quello di servirsi dei numerosi servizi che questo specifico strumento tende a offrire: si tratta, nel dettaglio, dei giroconti, dei bonifici bancari, delle utenze e degli assegni, solo per citare alcuni esempi. Perché allora è sempre necessario chiedere delle informazioni sul tasso di interesse come se questa informazione fosse utile per la scelta finale del soggetto? L’interesse attivo del conto corrente è, in sostanza, un retaggio dei tempi d’oro ormai andati ed è al giorno d’oggi la cosa meno importante da guardare per scegliere un conto corrente. Contano molto di più, invece, i costi dei singoli servizi che si andranno a utilizzare in maniera più frequente. Se al contrario l’obiettivo è quello di far fruttare i soldi, allora lo strumento del conto corrente, di sicuro adatto molti anni fa, oggi è completamente inadeguato allo scopo.
Come si investe correttamente ...leggi tutto»
Introduzione
Spesso, quando si parla di risparmio, si tende troppo a dimenticare le reali dimensioni delle nostre piccole spese: a quanto ammontano esattamente? Si spende davvero poco soltanto perché sono considerate "piccole"? Ebbene, per chi pensa di sapere dove vanno a finire i propri soldi senza detenere un budget ogni mese, è consigliabile tenere traccia di ogni centesimo che è stato speso, almeno per un mese, in modo da rendersi conto della consistenza delle cifre. Ovviamente, in base a quanto è emerso da alcune rilevazioni, ci si stupirà non poco nell’andare a scoprire a quanto ammontano le "piccole spese" effettuate quotidianamente e dovute, in via principale, ai nostri vizi e alle più diffuse abitudini. Il costo annuo di alcune di queste spese quotidiane può essere così suddiviso: il caffè può venire a costare 300 euro, il pacchetto di sigarette 1.500 euro, un libro al mese 200, un aperitivo a settimana sempre 200, una birra ancora 200, un quotidiano 500 euro, venti chilometri in auto 600 euro e, infine, dieci minuti al telefono cellulare altri 600 euro. Ma sono soprattutto le spese più importanti quelle che devono preoccuparci: allora esaminiamo le questioni più rilevanti per quel che riguarda il risparmio.
La sottoscrizione del ...leggi tutto»
La professione di agente assicurativo
Nel caso in cui non si provvederà a rendere l’agente assicurativo un soggetto libero di scegliere tra tutte le proposte che sono presenti sul mercato, è molto probabile che questa figura professionale cominci a sparire in maniera progressiva, esattamente come può accadere per quei promotori finanziari che sono soggetti a un conflitto di interessi. Al giorno d’oggi si va in banca o presso la compagnia assicurativa con la convinzione di avere anche una corretta consulenza in questo senso, ma non c’è niente di più sbagliato. Da novembre 2007, in effetti, con il recepimento nel nostro paese della nuova direttiva europea denominata Mifid, si può evitare a monte il problema del conflitto di interessi, rivolgendosi anzitutto a un consulente indipendente e solo successivamente alla banca o all’assicurazione, come accade tra l’altro già da alcuni anni in molti altri paesi dell’Europa.
Assicurazione tradizionale e assicurazione online: dove sta la convenienza
Un gran numero di compagnie attive nel campo dell’assicurazione promettono a gran voce dei risparmi addirittura fino al 40%, in relazione alle polizze online, ma non sempre ci troviamo di fronte a una realtà appurata. Infatti, in moltissimi casi, le polizze RC Auto che si trovano online possono costare anche ...leggi tutto»
Il "mercato Orso" e il "mercato Toro"
Nel dopoguerra, quando gli americani iniziarono a dominare le borse europee, importarono nel Vecchio Continente anche i simboli dell’orso e del toro. La simbologia in questione tra origine dal comportamento dei due animali: infatti, il toro solleva il suo avversario con le corna proprio come in un "mercato toro" le quotazioni vanno persistentemente al rialzo, grazie all’euforia d’acquisto degli operatori di Borsa, mentre l’orso mette a terra il suo avversario con una zampata proprio come succede in un "mercato orso", in cui gli operatori, prevedendo un declino dei prezzi, con i loro ordini di vendita provocano un prolungato abbassamento dei prezzi. Per quantificare la questione, si è definito "mercato orso" quello in cui i maggiori indici azionari subiscono un calo di almeno venti punti percentuali. Il "mercato orso" avrebbe persino una sua ciclicità calcolata in circa cinque anni (si tratta ovviamente di un calcolo empirico, quindi non è certo). La stima deriverebbe dalla considerazione che dal 1956 un "mercato orso" si è verificato in media una volta ogni cinque anni. Durante il periodo "orso", l’economia si trova in difficoltà per il deprezzamento dei valori delle aziende che le azioni rappresentano: saper fiutare però quando ...leggi tutto»
Introduzione
La pubblicità con le sue tecniche di marketing emotivo è arrivata al cuore dell’uomo. Ogni spot pubblicitario, infatti, tenta di far leva sui comportamenti che spingono agli acquisti impulsivi: l’indebitamento tramite specifici finanziamenti diventa quindi una tendenza troppo frequente. Infatti, è molto più comodo un finanziamento che, se portato a compimento con una nuova carta di credito di tipo revolving, può anche venire a costare il 20% in più. Troppo spesso ci si dimentica che qualunque cosa andiamo a comprare ci sarà sempre qualcun altro che ha qualcosa di più nuovo, di più costoso e di più grande, quindi quello che avremmo comprato non sarebbe in alcun modo l’ultimo oggetto che desideriamo.
Come destinare del denaro a un investimento
Le esperienze precedenti indicano senza ombra di dubbio che nel lungo periodo l’investimento in azioni è stato premiante con rendimenti superiori all’inflazione. L’obiettivo da perseguire è quello di costruirsi nel tempo un portafoglio ben diversificato andando ad affiancare all’investimento azionario anche quello di tipo obbligazionario: Buoni del Tesoro Poliennali, Certificati di Credito del Tesoro o Certificati del Tesoro Zero Coupon a seconda del momento e per ridurre al massimo i rischi. Un modo utile potrebbe essere quello di investire in maniera periodica una ...leggi tutto»
Introduzione
Occorre sempre ricordare, quando si parla di materie strettamente correlate alla finanza, che nessun tipo di domanda risulta essere bizzarra, visto che sono proprio le domande che ci aiutano ad affrontare nel migliore dei modi questa “giungla”. Esaminiamo quindi alcuni specifici quesiti che possono venire in mente a ogni tipo di risparmiatore e investitore, rispondendo nel modo più esauriente possibile alle varie tematiche.
È conveniente effettuare degli investimenti nei francobolli?
Si comincia subito con una domanda bizzarra, ma non troppo. In effetti, i francobolli rappresentano un investimento poco esplorato in Italia e nel resto del mondo, una pecca forse poco spiegata e spiegabile. Alcune considerazioni su questo argomento, possono farci capire il perché di queste consapevolezze. Anzitutto, la rivalutazione media che ogni anno subiscono i francobolli è pari a circa otto punti percentuali, un dato interessante e appetibile, ben al di sopra anche del tasso di inflazione, il cui rischio sarebbe quindi più che coperto. Inoltre, esistono molti gruppi bancari nel nostro paese, ma anche istituti internazionali, che presentano determinate sessioni che vanno a investire nello specifico nel mondo della filatelia: gli esempi più noti sono forniti da Monte dei Paschi di Siena, ma anche le banche di San Marino sono le ...leggi tutto»
Introduzione
Chiedersi come funziona una assicurazione sulle autovetture significa anche chiedersi qual è lo specifico funzionamento del cosiddetto “bonus-malus”. Occorre anzitutto dire che esistono diciotto classi di merito in questo senso, le quali sono state individuate per definire la rischiosità in cui possono incorrere gli automobilisti: con queste classi, inoltre, le compagnie di assicurazione riescono a fissare i loro piani tariffari. Quei soggetti che provvedono ad assicurare il loro veicolo per la prima volta in assoluto con una polizza RCA (Responsabilità Civile Autoveicoli) bonus-malus, viene inserito in maniera automatica nella quattordicesima classe. Ogni volta, poi che si va a rinnovare la polizza, l’assicuratore di riferimento va a considerare quello che è stato il comportamento assunto dall’automobilista nel corso dell’intero anno e, nell’ipotesi in cui venga riscontrato che esso non ha causato alcun tipo di sinistro, allora è previsto che la classe di merito diminuisca di un punto (come si dice, si matura un bonus); in caso contrario, per ogni incidente che è stato provocato dallo stesso automobilista, la classe di merito a cui ci stiamo riferendo aumenta di due punti (quindi, si consegue un malus). Di conseguenza, in questa seconda ipotesi, l’anno successivo a quello del malus, il soggetto assicurato andrà ...leggi tutto»
Introduzione
Il termine trading online indica, in pratica, la compravendita di valori di tipo mobiliare che viene realizzata mediante il proprio computer, disponendo ovviamente di un servizio cosiddetto di “home banking”. Se ci si appresta a diventare dei trader, occorre osservare alcuni aspetti. Anzitutto, sorge spontanea una domanda: dove si può cominciare a fare una simulazione di trading online? La simulazione di una strategia di trading online (denominata come “paper trading”) viene in molti casi sottovalutata perché c’è la consapevolezza che operare con soldi veri è molto diverso dal punto di vista psicologico che farlo con soldi virtuali. Tuttavia, la simulazione che stiamo esaminando riveste un ruolo molto importante, visto che consente di comprendere a fondo quali sono i principali pregi e i difetti della strategia stessa e se il drowdown (si tratta della perdita massima che si subisce su un determinato arco di tempo) registrato nel tempo si può adattare alla nostra personalità e al capitale che abbiamo a nostra disposizione. Tra l’altro, non bisogna dimenticare che esistono anche numerosi siti internet che permettono di svolgere in piena autonomia il paper trading: gli esempi più interessanti sono forniti, tra gli altri, dal sito di Borsa Italiana (www.borsaitaliana.it), da fantavillage.repubblica.it/fborsa, da ...leggi tutto»
Introduzione
A partire dallo scorso 1° marzo 2010 è finalmente entrata in vigore anche all’interno del nostro paese la nuova direttiva denominata con l’acronimo PSD (il quale sta a indicare, nello specifico, la dicitura Payment Service Directive: si tratta, per la precisione, della direttiva comunitaria numero 64 del 2007): questo testo normativo provvede a definire in maniera chiara e dettagliata quali sono le regole generali che tutti gli istituti di credito che operano negli Stati membri dell’Unione Europea devono rispettare, quando vanno a fornire i servizi di pagamento ai cittadini. In effetti, non bisogna dimenticare che il 13 febbraio 2010 è stato anche pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il Decreto Legislativo numero 11 del 27 gennaio, sempre di quest’anno, il quale stabilisce quali sono le norme attuative della direttiva che è stata in precedenza menzionata. In particolare, questo specifico decreto fissa alcuni fondamentali paletti: pone infatti l’accento sull’entrata in vigore delle nuove norme, in relazione ai bonifici delle banche, rimanendo invece, per il momento, invariata l’operatività che si riferisce agli incassi di tipo commerciale (il tipico esempio viene fornito dal RiBa, ricevuta bancaria, dal RID, rapporto interbancario diretto e MAV, il pagamento mediante avviso).
Le principali novità del decreto
Vediamo nel ...leggi tutto»
Introduzione
L’espressione che di solito si utilizza in questo senso, vale a dire “mercato del lavoro”, può avere più significati. Secondo il significato letterale, per mercato del lavoro si intende, in un dato momento storico, il quadro dell’offerta di lavoro (da parte dei lavoratori) e della domanda di lavoro (da parte degli imprenditori), senza far caso all’influenza che l’equilibrio o lo squilibrio tra le due componenti esercita sui salari. In modo più scientifico, si definisce mercato del lavoro il complesso dei meccanismi e delle cause che vanno a governare il rapporto tra la domanda e l’offerta di lavoro appunto.
L’evoluzione del mercato del lavoro
Nel momento attuale in cui ci troviamo, il mercato del lavoro non viene più regolato come un tempo dal solo ed esclusivo rapporto di forze tra il datore di lavoro e il lavoratore, oppure solamente dalla legge della domanda e dell’offerta; in effetti, esso viene più che altro condizionato da alcuni fattorie esterni (come possono essere, ad esempio, le leggi e i contratti collettivi di lavoro) volti soprattutto ad assicurare dei minimi salariali sempre più elevati e altre garanzie di tipo non pecuniario (assicurative, assistenziali, di tutela del posto di lavoro e della sicurezza nel lavoro). Dunque, vale sempre ...leggi tutto»
Introduzione
In un’economia prevalentemente agricola, come quella del Medioevo, il commercio aveva un ruolo assolutamente preponderante e dinamico. La conseguenza più importante delle scoperte geografiche fu sicuramente lo spostamento dell’asse dei traffici commerciali: Spagna e Portogallo si affermano nella rotta dell’Oceano Indiano e insidiano quindi il ruolo di Venezia e delle altre città marinare. Sono proprio queste ultime a cessare di essere le principali protagoniste dei traffici commerciali; la Spagna infatti assume il controllo delle rotte per le Indie Occidentali (l’attuale America centrale), ma, assieme al Portogallo, non riuscirà comunque a sfruttare questo dominio.
La fine del ‘400 e l’inizio del ‘500
Già verso la fine del XV secolo, papa Alessandro VI aveva sancito la spartizione economica (la cosiddetta “Raja”) tra le due nazioni iberiche: viene ratificata una vera e propria spartizione del mondo, con la Spagna che riuscì ad ottenere l’Ovest con le Indie Occidentali e il Portogallo il resto delle rotte commerciali. Poi, l’anno successivo all’accordo col pontefice, il Portogallo si appropria anche del Brasile, grazie al Trattato di Tordesillas (1494). All’inizio del ‘500, dunque, ci ritroviamo con la Spagna a rappresentare un impero di dimensioni vastissime, il cui apice fu raggiunto nel 1519, quando era diventato imperatore Carlo V, figlio ...leggi tutto»