mar 9

Introduzione

Il comportamento di acquisto è l’insieme dei processi decisionali e delle azioni delle persone coinvolte nell’acquisto e nell’uso dei prodotti; in particolare, il comportamento di acquisto del consumatore è il comportamento di acquisto dei consumatori finali, ovvero persone che acquistano prodotti per l’uso personale o familiare e non a fini di business. Il livello di coinvolgimento di un individuo, cioè l’importanza e l’intensità dell’interesse per un prodotto in una particolare situazione, influenza il processo di problem solving impiegato. Il coinvolgimento duraturo è un interesse permanente per una classe di prodotti in virtù della pertinenza personale, mentre il coinvolgimento situazionale è un interesse temporaneo che scaturisce dalla particolare circostanza o dal particolare ambiente in cui si trovano gli acquirenti. Esistono tre tipi di problem solvine del consumatore: il comportamento di risposta routinario è un tipo di processo di problem solving del consumatore che una persona impiega quando acquista prodotti a basso costo, frequentemente, e che richiedono un modestissimo sforzo di ricerca e di decisione; il problem solving limitato è un tipo di processo che gli acquirenti usano quando acquistano prodotti saltuariamente e necessitano di informazioni su una marca non familiare in una categoria di prodotti familiare; il problem solving esteso è un tipo di processo che gli acquirenti usano quando acquistano prodotti non familiari, costosi o acquistati infrequentemente. L’acquisto d’impulso è un comportamento di acquisto non pianificato, bensì derivante da una forte spinta a comprare qualcosa immediatamente. Il processo decisionale di acquisto del consumatore è un processo in cinque fasi: riconoscimento del problema, ricerca di informazioni, valutazione di alternative, acquisto, valutazione post-acquisto. La prima fase avviene quando gli acquirenti divengono consapevoli di una differenza tra uno stato desiderato e una condizione effettiva.

 

Le informazioni sui prodotti

Dopo aver riconosciuto il problema o il bisogno, gli acquirenti cercano informazioni sui prodotti, tramite una ricerca interna, in cui gli acquirenti esplorano la propria memoria per reperirvi informazioni su prodotti che potrebbero risolvere il loro problema, o una ricerca esterna, in cui gli acquirenti cercano informazioni da fonti esterne. Il risultato è l’insieme considerato, ossia un gruppo di marche che un acquirente considera come alternative per un possibile acquisto, detto anche insieme evocato (evoked set). Per valutare i prodotti nel consideration set, l’acquirente usa criteri di valutazione, ovvero caratteristiche oggettive e soggettive che per lui sono importanti. L’acquirente assegna un livello di importanza a ciascun criterio, attribuendo un maggior peso ad alcuni elementi e caratteristiche, in modo da ordinare gerarchicamente le marche. Gli operatori di marketing possono influenzare le valutazioni dei consumatori inquadrando le alternative, cioè descrivendo in un certo modo le alternative e i loro attributi. L’inquadramento (framing) è in grado di far apparire al consumatore una caratteristica come più importante e di facilitare la sua rievocazione nella memoria. La quarta fase consiste nell’acquisto, in cui il consumatore sceglie il prodotto da acquistare; mentre la quinta è rappresentata dalla valutazione post-acquisto. Si può verificare una dissonanza cognitiva, ovvero possono nascere dei dubbi dopo un acquisto in merito all’adeguatezza della decisione presa (è quella giusta?).

 

Le varie “influenze”

Le influenze situazionali o fattori situazionali di influenza sono le influenze derivanti da circostanze, tempo e luogo che impattano sul processo decisionale di acquisto del consumatore, e comprendono i contesti fisici, il tempo, il motivo dell’acquisto, lo stato d’animo e la condizione dell’acquirente. Le influenze psicologiche o fattori di influenza di natura psicologica sono quei fattori che contribuiscono a determinare il comportamento generale delle persone, influenzando così anche il loro comportamento in qualità di consumatori, come la percezione, le motivazioni, l’apprendimento, gli atteggiamenti, la personalità, l’immagine di sé e gli stili di vita. La percezione, ossia il processo di selezione, organizzazione e interpretazione degli input informativi per attribuire un significato; gli input informativi sono le sensazioni percepite mediante gli organi di senso: vista, gusto, udito, olfatto, tatto.

 

Il processo selettivo

Le tre fasi nel processo selettivo sono la selezione, l’organizzazione e l’interpretazione, e si parla di esposizione selettiva, il processo di selezione degli input informativi che verranno esposti alla propria consapevolezza, trascurando tutti gli altri; distorsione selettiva, l’alterazione o distorsione delle informazioni ricevute da un individuo, che ha luogo quando esse sono incoerenti con i sentimenti o le credenze personali; ritenzione selettiva, il ricordo degli input informativi che corroborano i sentimenti e le credenze personali e l’oblio degli input che non lo fanno. La motivazione è uno stimolo interno che indirizza il comportamento di una persona verso il soddisfacimento di bisogni o il raggiungimento di scopi (bisogni di Maslow: fisiologici, di sicurezza, sociali, di stima, di autorealizzazione). Le motivazioni della ripetizione intenzionale dell’acquisto sono le motivazioni che influenzano la scelta del luogo dove una persona acquista prodotti su base regolare. L’apprendimento è il cambiamento dei processi di pensiero e del comportamento di un individuo indotto dall’informazione e dall’esperienza. L’atteggiamento è un insieme duraturo di valutazioni, sentimenti e tendenze comportamentali di un individuo verso un oggetto o un’idea; (scala di atteggiamenti: modalità di misurazione degli atteggiamenti, valutando l’intensità delle reazioni dell’individuo ad aggettivi, frasi, affermazioni riguardanti un oggetto).

 

 

 

 

SIMONE RICCI

mar 9

Introduzione

L’ambiente di marketing è costituito dall’insieme delle forze esterne che influenzano direttamente o indirettamente l’acquisizione dei fattori produttivi (o input: risorse umane, finanziarie e naturali, materie prime e informazioni) da parte di una organizzazione e la creazione di prodotti (o output: beni, servizi o idee). L’esplorazione dell’ambiente esterno è il processo di raccolta delle informazioni sulle forze agenti nell’ambiente di marketing; l’analisi dell’ambiente esterno è il processo di valutazione e interpretazione delle informazioni raccolte mediante l’esplorazione dell’ambiente esterno. Queste informazioni aiutano i marketing manager a ridurre al minimo l’incertezza e le minacce e a trarre vantaggio dalle opportunità presentate dai fattori ambientali. Le imprese devono monitorare le azioni dei concorrenti per determinare quali strategie essi stiano implementando e come queste strategie influenzino le proprie. Le condizioni economiche influenzano il potere d’acquisto, ovvero le risorse quali denaro, beni e servizi, che possono essere scambiate in una transazione Il reddito disponibile è il reddito al netto delle imposte dirette sul reddito stesso e dei contributi per le assicurazioni sociali. Il reddito discrezionale è il reddito disponibile che un individuo può utilizzare per la spesa e il risparmio dopo che ha acquistato i beni di prima necessità (i beni e i servizi indispensabili per la sopravvivenza: cibo, abbigliamento e casa). La disponibilità alla spesa è l’inclinazione ad acquistare per effetto della soddisfazione attesa da un prodotto, influenzata dalla capacità di acquisto e da numerose forze psicologiche e sociali. Il ciclo economico è un andamento delle fluttuazioni economiche che presenta 4 fasi: prosperità, recessione, depressione e ripresa. Federal Trade Commission: negli Stati Uniti, agenzia che regolamenta un’ampia varietà di pratiche aziendali e riduce la pubblicità , i prezzi, il packaging, e le etichettature ingannevoli. Il Better Business Bureau è un ente di regolamentazione locale e non governativo, sostenuto dalle imprese locali, che aiuta risolvere problemi tra clienti e imprese commerciali. Il NARB è un ente di autoregolamentazione che prende in esame le impugnazioni delle questioni sollevate dalla NAD riguardo a un annuncio pubblicitario. La tecnologia è l’applicazione della conoscenza e degli strumenti alla risoluzione di problemi e alla esecuzione di attività in modo più efficiente. Le forze socioculturali sono rappresentate dalle influenze che in una società e nella sua cultura determinano cambiamenti degli atteggiamenti, delle credenze, delle norme, dei costumi e dei stili di vita. Le variazioni di una qualsiasi di queste forze creano opportunità e minacce per le imprese.

 

La ricerca di marketing

La ricerca di marketing è la progettazione, la raccolta, l’interpretazione e la presentazione di informazioni per aiutare le imprese a risolvere specifici problemi di marketing o sfruttare opportunità di marketing. La ricerca di marketing e i marketing information system che forniscono informazioni pratiche, non affette da distorsioni  (bias), aiutano le imprese a evitare supposizioni ed errate interpretazioni che potrebbero condurre a una mediocre performance di marketing. Per mantenere il controllo necessario all’ottenimento di informazioni accurate, i marketing manager si accostano alla ricerca di marketing considerandola come un processo che si svolge in più fasi logiche: definizione e identificazione dei problemi o degli interrogativi; disegno del progetto di ricerca; raccolta dei dati; interpretazione dei risultati della ricerca; e presentazione (reporting) dei risultati della ricerca. La prima fase, la localizzazione e definizione del problema o dell’interrogativo, si focalizza sulla delucidazione della natura e dei confini di una situazione o di una questione correlata con la strategia di marketing o la sua implementazione. La seconda fase implica il disegno di un progetto di ricerca, ovvero un piano complessivo per ottenere le informazioni necessarie per affrontare un problema o una questione di ricerca, tramite la formulazione di un’ipotesi (una congettura ben fondata o una supposizione riguardo a un certo problema o insieme di situazioni) e la determinazione del tipo di ricerca da impiegare per verificare l’ipotesi in modo che i risultati siano affidabili e validi, che può essere: esplorativa, ovvero una ricerca condotta per raccogliere ulteriori informazioni su un problema o per rendere più specifica un’ipotesi provvisoria; descrittiva, ossia una ricerca condotta per delucidare le caratteristiche di certi fenomeni e risolvere così un particolare problema; casuale, ovvero una ricerca in cui si suppone che una particolare variabile Y indipendente causi variazioni u una variabile indipendente X. L’affidabilità in questo caso rappresenta il grado con cui un metodo di ricerca produce risultati simili ripetendo misurazioni in condizioni confrontabili. Validità: il grado con cui un metodo di ricerca misura ciò che si intende effettivamente misurare, non qualcos’altro. La terza fase è la raccolta dei dati, che possono essere primari, dati osservati e registrati o raccolti direttamente studiando i rispondenti (ricerca field), oppure secondari: dati raccolti sia all’interno sia all’esterno dell’organizzazione per scopi diversi da quelli dell’indagine in corso (ricerca desk). I dati secondari possono essere raccolti dal database di un’organizzazione e da altre fonti interne, oppure da periodici, pubblicazioni della PA e fonti inedite. I metodi per la raccolta dei dati primari comprendono il campionamento, le indagini di mercato (survey), l’osservazione e l’esperimento. Il campionamento implica la scelta di unità rappresentative estratte da una popolazione totale.

 

 

 

SIMONE RICCI

mar 8

Introduzione

Nel discutere i modelli economici del comportamento degli ospedali, la teoria dell’impresa non è molto utile, in senso metodologico, per la ricerca di un modello facilmente applicabile al problema in esame. Il problema centrale nella teoria dell’impresa concerne il grado di discrezione che il decisore può esercitare nel prendere le decisioni. La teoria tradizionale dell’impresa, utilizzando l’assunzione della competizione perfetta ed i vincoli che ne conseguono di massimizzazione del profitto in un mercato in cui il prezzo è un dato preciso, non lascia molta discrezione all’imprenditore sulle decisioni da prendere. Il mercato è un dato esogeno al problema su cui l’azione della singola impresa non ha alcun tipo di effetto.

 

L’impresa ospedale

Questo tipo di assunzione può sembrare molto restrittivo, ma bisogna considerare che un modello di questo genere consente di studiare il comportamento di tutti gli agenti in modo molto semplice e fornisce dei paradigmi molto solidi per quanto riguarda la formazione e l’evoluzione del prezzo dei beni e degli input e per quanto riguarda l’andamento dei costi di breve e lungo periodo. Il modello di concorrenza perfetta può infine essere utilizzato come benchmark per tutte le analisi: occorre infatti ricordare che il mercato concorrenziale perfetto assicura il raggiungimento di un punto di ottimo in senso paretiano senza l’intervento successivo di nessun altro agente. In questo modo, potremmo pensare a tale mercato come una specie di punto di arrivo, come un punto a cui dovrebbe tendere il mercato. Se si rilasciano l’assunzione di un mercato perfetto, diventa molto più difficile dare delle regole di condotta sul mercato e sulle imprese. Ciò occorre perché all’interno di queste strutture le imprese non si trovano più di fronte a scelte univoche e obbligate. Il management conserva un certo grado di discrezione che non consente di formulare priori dei modelli univoci circa il comportamento dell’impresa. Il comportamento dell’impresa nei mercati non concorrenziali dipenderà in gran parte dal grado di potere monopolistico di cui gode quella determinata impresa sul mercato in cui opera e dal tipo di proprietà dei fattori produttivi. In particolare, se la figura del manager e quella dell’imprenditore finiscono per non coincidere più, il comportamento dell’impresa si allontana dalla logica della massimizzazione del prodotto o la massimizzazione dei benefici ai lavoratori dell’impresa. Se fino al secolo scorso i grandi complessi industriali erano molto pochi, oggi il modello di concorrenza perfetta sembra adattarsi sempre meno alle esigenze della nostra società e alla spiegazione del settore produttivo: per questi motivi anche la letteratura tradizionale sull’impresa si è adeguata al cambiamento dell’ambiente in cui le imprese operano cercando di formulare modelli in cui la proprietà dei mezzi di produzione viene separata dalla gestione dell’impresa e in cui il mercato non perfettamente concorrenziale.

 

I processi decisionali

Questi nuovi sviluppi teorici consentono di elaborare modelli di comportamento che si distaccano dalla teoria marginalista. Inoltre, la letteratura sull’impresa ha anche cercato di spiegare i processi decisionali che avvengono all’interno dell’impresa mediante teorie volte a studiare i processi di bargaining fra i diversi attori. Questo aspetto è molto importante per quel che concerne gli ospedali, in quanto, come già fatto notare in precedenza, in questo caso la proprietà dei fattori è spesso pubblica e gli obiettivi del management possono divergere da quelli dei lavoratori. Il processo decisionale in questo caso comprende sempre almeno tre attori diversi: la proprietà imprenditoriale, il management e gli stessi medici. Lo studio dell’impresa in uno specifico mercato di tipo non concorrenziale deve quindi essere portato verso due precise direzioni: 1)lo studio del mercato vero e proprio, con una attenta analisi del comportamento dell’impresa e dei suoi concorrenti. Si provvede poi allo studio delle politiche di prezzo, qualità e pubblicità che possano consentire all’impresa di collocarsi sul mercato e di rimanervi per un certo periodo di tempo. 2)Lo studio del processo decisionale all’interno dell’impresa in presenza di diversi agenti con obiettivi fra loro divergenti, i quali finiscono però per andare a determinare il comportamento dell’impresa. Una delle teorie più importanti e influenti sul comportamento degli ospedali è stata senza dubbio quella proposta da Pauly e Redish nel 1973. Nello specifico, i due autori suggeriscono di studiarne il comportamento all’interno di un mercato neoclassico. Il mercato di riferimento in cui il modello viene presentato ha una grande importanza: si tratta di una struttura altamente competitiva come quella degli ospedali americani, in cui i medici hanno come obiettivo la massimizzazione del profitto residuo, essenzialmente il loro guadagno e che quindi si comportano in modo molto simile all’imprenditore neoclassico. Per comprendere meglio questo modello occorre notare che nell’ambito americano ospedale e medico sono di fatto due imprese del tutto distinte, visto che i medici hanno dei contratti con gli ospedali, ma questi non possono essere considerati dei subalterni. In questo caso, quindi, l’ospedale gioca un ruolo molto simile a quello degli azionisti di una grande multinazionale ai quali viene offerto un rendimento abbastanza sicuro per il proprio investimento.

 

 

 

SIMONE RICCI

mar 8

Il rapporto di agenzia tra medico e paziente

Uno dei temi centrali che giustificano la nascita e lo studio dell’economia sanitaria è che il bene scambiato sul mercato ha caratteristiche tali da renderlo peculiare e non inquadrabile nelle categorie di beni studiati dall’economia. Il mercato neoclassico si basa su una serie importante di assunti, uno dei più importanti è certamente dato dall’ipotesi di informazione perfetta e completa degli agenti. Questa condizione certamente non si verifica per il mercato sanitario.

 

La domanda di prestazioni sanitarie

Le prestazioni sanitarie, a causa della loro caratteristica di input in un processo produttivo incerto hanno importanti conseguenze sulla domanda di tale bene; una prima conseguenza è ovviamente data dalla scelta della quantità e del tipo di input da scegliere: il processo produttivo è talmente incerto che la scelta tra i vari input spesso non è possibile solo sulla base di calcoli economici. Un secondo aspetto molto importante è dato dal fatto che il consumatore – il paziente nelle prestazioni sanitarie – non è in grado da solo di formulare una domanda. Il processo mediante il quale il paziente esprime la propria domanda risulta quindi notevolmente diverso e potrebbe essere schematizzato come segue: il paziente avverte determinati sintomi che gli suggeriscono una diminuzione del suo livello di salute; a parte il caso di malattie croniche in cui l’esperienza suggerisce i rimedi, egli avverte questo stato di bisogno, ma non riesce a tradurlo nella domanda di nessun bene in quanto non è in grado, per mancanza di informazione, di tradurre questo suo bisogno in un bene che potrebbe aiutarlo a superare il suo problema. Il paziente deve quindi rivolgersi a un altro agente – il medico – al quale descrive i propri sintomi e con il quale instaura un contratto per la fornitura, diretta o indiretta, delle prestazioni sanitarie che potrebbero essere in grado di ripristinare il suo stato di salute. La domanda del paziente, quindi, non viene espressa da lui, ma da un suo tramite; il medico, che si inserisce nel processo decisionale. Tra il paziente e il medico si instaura un rapporto di agenzia, nel senso che il medico agisce come agente del paziente mettendogli a disposizione la propria competenza professionale per tradurre il suo stato di bisogno (manifestato dai sintomi accusati) in diagnosi e quindi formulare la domanda di prestazioni.

 

Le informazioni

Il paziente non è in grado di avere delle informazioni precise e complete sul proprio stato di salute, sui tipi di cure che possono essere disponibili, sull’efficacia di tali cure, sul loro costo, sul tipo di trattamento che presenta il mix migliore tra costi e benefici. Esiste inoltre un problema addizionale che è quello di tradurre l’efficacia del trattamento in termini di incremento della propria utilità individuale. La letteratura in questo campo assume che solo il consumatore sia in grado di effettuare questo legame; occorre tuttavia notare che anche questo passaggio è molto difficile e che il consumatore spesso potrebbe non essere neppure in grado di rendersi conto delle conseguenze di una decisione sbagliata. Il consumatore potrebbe infatti sentirsi informato a sufficienza per prendere una decisione razionale, mentre invece non si trova in tale stato. Prendere decisioni sbagliate nell’acquisto di beni di consumo o beni durevoli ha certamente delle conseguenze spiacevoli, ma ben difficilmente i risultati delle scelte sbagliate possono avere la portata di un trattamento erroneo in campo sanitario. Inoltre, e proprio a causa di questi problemi, sul mercato sanitario molti degli agenti economici che trattano il ruolo dell’offerta sono rappresentati da professionisti che dovrebbero operare secondo le strette regole di un codice etico che impone loro di fare quanto meglio possono per i propri pazienti.

 

Le decisioni del paziente

L’idea dominante nel mercato sanitario dovrebbe essere quella che il paziente prende le decisioni, ma che in tale processo deve essere aiutato dal medico, il quale mette a disposizione del paziente tutte le proprie conoscenze mediche e professionali che ritiene necessarie affinché egli possa prendere una decisione davvero informata. L’idea è quindi quella di un agente (il medico) che agisce per conto di un paziente (il principale) che non possiede tutte le informazioni per arrivare a una decisione finale. Il medico possiede delle informazioni migliori e questo fatto viene riconosciuto da entrambe le parti. Il paziente è nelle mani del medico almeno per quel che riguarda la domanda di prestazioni sanitarie e questo rapporto di agenzia è uno dei punti focali fondamentali dell’economia sanitaria. L’accettazione del rapporto di agenzia fra medico e paziente non è così pacifica come potrebbe sembrare. Il paziente si ritiene spesso meglio informato di quanto non sia mentre il medico spesso non svolge il proprio ruolo in maniera del tutto neutrale; anziché dare al paziente tutte le informazioni in proprio possesso, egli potrebbe cercare di indirizzare la scelta verso un tipo di trattamento piuttosto che un altro. Ed è questo tipo di comportamento a provocare dei problemi dal punto di vista economico.

 

 

 

 

SIMONE RICCI

mar 7

Introduzione

L’incertezza sui bisogni futuri di servizi sanitari e il costo e l’efficacia dei diversi trattamenti portano gli individui a preferire l’assicurazione contro il rischio di malattia e il costo del servizio. Il pagamento diretto del costo del servizio non è il metodo dominante ed usuale con cui le prestazioni sanitarie vengono pagate. Tuttavia, questo metodo non deve essere escluso a priori, in quanto, qualora combinato con altri sistemi diversi, consente di raggiungere una più efficiente allocazione delle risorse. I principali sistemi di finanziamento della sanità sono rappresentati dalla tassazione, dall’assicurazione sociale, dall’assicurazione privata e dal pagamento a forfait per il servizio (service fee entitlement). Vediamoli uno per uno.

 

La tassazione

Il finanziamento del sistema sanitario mediante tassazione rappresenta il metodo con cui si realizza la dicotomia massima fra il contribuente e il fruitore del servizio finanziato. Le prestazioni sanitarie vengono offerte in modo gratuito a tutta la collettività mentre i fondi per finanziare il sistema sanitario possono essere raccolti tramite le imposte generali sul reddito, tramite imposte specifiche o con l’uso di tariffe. Tali imposte possono essere applicate sia a livello nazionale, come in Italia e in Gran Bretagna, o a livello locale, come in Scandinavia. I fondi a disposizione a livello nazionale sono poi allocati alle varie regioni seguendo determinati criteri redistributivi e il budget allocato a ciascuna regione non dipende dallo sforzo contributivo. A tal proposito, nel 1996 è stata introdotta l’Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) che colpisce il valore aggiunto prodotto a livello regionale.

 

L’assicurazione sociale

Questo sistema di finanziamento delle prestazioni sanitarie viene applicato in un numero elevato di paesi. Il sistema può essere amministrato sia a livello regionale che nazionale e la partecipazione al sistema può essere sia obbligatoria che facoltativa. Nel caso di partecipazione facoltativa gli individui devono assicurarsi contro un certo numero prestabilito di rischi e possono poi scegliere di optare per coperture addizionali. Il premio di assicurazione viene di solito pagato mediante ritenute alla fonte da parte del datore di lavoro, il quale poi si impegna a versare i proventi di tale imposizione all’apposito organo che gestisce il servizio sanitario. Se i fondi così raccolti vengono poi destinati alla fornitura di servizi gratuiti a tutti gli assistiti, la differenza fra questo sistema e quello della tassazione presentato in precedenza riguarda la base di reddito imponibile. Se invece il sistema prevede il pagamento in prima istanza delle prestazioni contro rimborso, le implicazioni del sistema possono essere molto differenti.

 

L’assicurazione privata

Nei paesi in cui questo metodo di finanziamento viene privilegiato, le compagnie di assicurazione ricevono un premio dagli assicurati in cambio dell’eventuale pagamento delle spese per i trattamenti sanitari in cui l’assistito potrebbe incorrere durante il periodo di assicurazione. Al contrario dei sistemi precedenti, in questo caso c’è la possibilità, teorica e probabilistica, di legare il pagamento del premio al tipo di utilizzo che il singolo farà delle cure sanitarie. I premi possono essere fissi per determinate categorie di persone; ad esempio, potrebbe essere un determinato datore di lavoro a stipulare un contratto di assicurazione per tutti i suoi dipendenti, ma resta sempre e comunque un tipo di relazione fra il pagamento e il tipo e la quantità di servizio che ci si aspetta ogni singolo individuo dovrà usufruire. Il tipo di prestazione coperto dall’assicurazione varia dal tipo di premio che ogni singolo individuo è disposto a pagare: questo sistema offre il vantaggio di lasciare il consumatore arbitro del suo destino e di scegliere il trattamento desiderato. Le maggiori critiche al sistema si basano essenzialmente sul principio dell’equità e sulla considerazione delle particolarità del mercato della salute.

 

La sanità integrativa

Nei sistemi dominati da una compresenza fra pubblico e privato, possono esistere delle forme miste di finanziamento della spesa. Lo stato, sia con una organizzazione mediante tassazione che nei regimi di assicurazione sociale può decidere di limitare la copertura assicurativa a un certo numero di prestazioni o a certe condizioni. Ad esempio, nel caso dell’assicurazione sociale, la prestazione potrebbe essere limitata a certi ospedali, mentre nel caso della sanità pubblica si potrebbe decidere di non offrire certe prestazioni accessorie (camera singola, televisore, assistenza infermieristica a titolo personale) o certi tipi di servizi (chirurgia estetica, implantologia, operazioni che non sono strettamente necessarie…). In questo caso, quindi, il paziente può andare a stipulare un contratto integrativo con una assicurazione privata che gli consente di ottenere quelle prestazioni che il sistema pubblico non gli offre. Le regole sono molto diverse da paese a paese. In alcuni stati, come ad esempio l’Olanda e la Danimarca, esistono regole precise e consolidate. In Olanda l’assicurazione obbligatoria copre solamente certi rischi; per gli altri né possibile ricorrere ad assicurazioni integrative. In Danimarca, invece, mediante il pagamento di un premio aggiuntivo è possibile evitare il passaggio dal medico di base per l’accesso alle cure secondarie. Il pagamento di una assicurazione integrativa consente insomma al paziente di rivolgersi al medico o allo specialista che più desidera.

 

 

 

SIMONE RICCI

mar 7

Introduzione

Non è passato molto tempo dall’introduzione da parte dell’esecutivo della legge finanziaria relativa al 2010. Quindi, è molto utile andare ad analizzare quelle che sono le principali misure finanziarie ed economiche di questo testo normativo, il quale, lo ricordiamo, è il principale documento giuridico previsto dall’ordinamento della Repubblica italiana per regolare la vita economica del Paese e provvede a comunicare al Parlamento le spese e le entrate della vigente legislatura.

 

La legge finanziaria 2010

La legge finanziaria (la quel viene chiamata, più semplicemente e anche frequentemente, “finanziaria”) è una legge ordinaria dello Stato che contiene, secondo quanto viene previsto da una formula ricorrente, le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stesso stato. In pratica, la legge che stiamo esaminando va a costituire una sorta di bilancio preventivo delle spese dello stato che riguardano appunto l’anno a venire, ma anche le principali e peculiari spese di tipo pluriennale. Entrando nel merito specifico della trattazione, la legge finanziaria per il 2010 (si tratta, nel dettaglio, della legge 191 del 2009, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 dicembre) si caratterizza essenzialmente per una duplice finalità, rappresentata, da un lato, dalla volontà di andare a stimolare la crescita economica del paese e, dall’altro, dalla necessità di mantenere intatta e duratura la stabilità dei conti pubblici dello stesso. Pertanto, al fine di perseguire nella maniera più efficace le finalità che siamo andati poc’anzi citando, la legge finanziaria del 2010 ha previsto sia numerosi stanziamenti in denaro, sia alcune misure eccezionali, come possono essere ad esempio la creazione della Banca del Mezzogiorno (l’ente che dovrebbe provvedere a finanziare le principali opere pubbliche nelle regioni meridionali d’Italia) e il taglio del numero di assessori e di consiglieri che possono far parte delle provincie e dei comuni. Passiamo ora a visualizzare quali sono le principali disposizioni della recente legge finanziaria.

 

Gli stanziamenti in denaro

I vari stanziamenti in denaro previsti da questo testo normativo sono previsti, in particolare, per diversi settori, tra cui figurano la giustizia, l’agricoltura, il lavoro e i relativi ammortizzatori sociali (le misure di sostegno al reddito che consentono ai lavoratori di evitare i casi di mancanza di retribuzione), il piano contro il dissesto idrogeologico (anche alla luce dei casi non infrequenti verificatosi nel 2009), il settore sanitario e le missioni di pace in cui sono impegnati i nostri soldati. C’è da dire, in questo senso, che, tra i vari stanziamenti, devono essere ricordati quelli volti a rimuovere le situazioni difficili nelle zone a rischio idrogeologico, in quanto a denaro speso (circa 400 milioni di euro), quello relativo all’adeguamento antisismico delle nostre scuole (oltre 300 milioni di euro), quello per la costruzione di nuove strutture carcerarie e il conseguente aumento della capienza delle strutture esistenti (500 milioni di euro), ma anche quello destinato in favore delle scuole private (130 milioni di euro), nonché l’incremento del fondo relativo al 2010 per il finanziamento delle Università (400 milioni di euro) e l’incremento del fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio (in questo caso, la spesa è minore, circa 50 milioni di euro). Vi sono, inoltre, delle misure speciali che sono state stabilite in favore delle aree colpite dal terremoto dello scorso 6 aprile in Abruzzo, sia per quel che concerne le popolazioni, sia in riferimento alle imprese. In particolare, se spostiamo la nostra focalizzazione sul recupero dei versamenti al fisco e quelli contributivi sospesi per il periodo 6 aprile-30 novembre 2009 sempre a seguito del sisma, ci si accorge che sale da 24 a 60 il numero delle rate per la restituzione del debito e viene differito il termine del pagamento della prima rata da gennaio 2010 a giugno 2010.

 

Le misure a favore del Mezzogiorno

Tra le numerose novità che sono state apportate dalla legge finanziaria del 2010, una delle più importanti è senza dubbio rappresentata dalla creazione della Banca per il Mezzogiorno Spa, un apposito istituto bancario a partecipazione statale che è deputato a sostenere i progetti di investimento e infrastrutturali nel Mezzogiorno d’Italia appunto. Sempre col fine precipuo di voler incentivare la crescita economica delle regioni meridionali del nostro paese, sono stati poi stanziati anche altri 470 milioni di euro, somma destinata al tanto discusso ponte sullo Stretto di Messina.

 

Il taglio degli assessori e dei consiglieri di provincie e comuni.

Infine, non si può dimenticare neanche un’altra fondamentale novità che è stata apportata dalla legge finanziaria del 2010, vale a dire il taglio obbligatorio di ben 22 punti percentuali per quel che concerne il numero totale degli assessori e dei consiglieri che governano enti come le provincie e i comuni (si tratta, per la precisione di 35.000 poltrone): è questa una riduzione, la quale è stata appositamente tarata in maniera proporzionale al numero della popolazione, che andrà a riguardare in un primo momento gli enti che nel corso dell’anno avranno rinnovato i consigli.

 

 

 

SIMONE RICCI

mar 6

Introduzione

Con il termine “sistema sanitario” si intende l’insieme di regole legate al finanziamento e all’organizzazione della fornitura delle prestazioni sanitarie in un determinato sistema economico. Lo scopo di ciascun sistema è quello di determinare una allocazione efficiente delle risorse imponendo un uso corretto dei fondi. Comunque, bisogna ricordare che non esiste un modo perfetto per organizzare la fornitura: il sistema privato è superiore a quello pubblico nella definizione degli incentivi all’uso delle risorse a livello micro, ma presenta forti problemi circa il contenimento della stessa a livello macro e inoltre non consente di ottenere dei buoni risultati dal punto di vista dell’equità.

 

L’intervento statale

Il massiccio intervento statale nel mercato della salute risale a un periodo storico in cui l’ideologia del welfare state era dominante e la sanità veniva considerata un bisogno fondamentale e irrinunciabile che doveva essere soddisfatto. Da qui nasceva la necessità di fornire pubblicamente l’assistenza sanitaria e di renderla accessibile a tutti. Il principio che regola la maggior parte dei sistemi di assistenza sanitaria è proprio quello della parità di accesso alle strutture: i sistemi sanitari ispirati a questi criteri hanno vissuto la fase di maggiore crescita durante gli anni Settanta e Ottanta, il periodo in cui lo sviluppo del welfare state ha avuto il suo più grande successo e la spesa sanitaria ha assunto una rilevanza sempre maggiore in termini di quota rispetto al prodotto interno lordo. La crisi economica ha messo in discussione lo stato assistenziale e, di conseguenza, anche le scelte in campo sanitario sono state riviste. Le prime proposte per l’Italia sembrano rendere molto evidente questa tendenza ad ispirarsi ancora una volta al sistema di stampo inglese. Occorre però notare che la riforma di un sistema sanitario, per essere efficace, deve interessare in modo contemporaneo la fornitura del servizio, l’organizzazione del settore e la distribuzione delle risorse. Per meglio comprendere il contesto della riforma che ha interessato la fornitura dei servizi sanitari nel nostro paese, occorre inquadrare il sistema di fornitura all’interno di un contesto più ampio. La fornitura pubblica di tale servizio, così come il metodo di finanziamento mediante tassazione, non sono l’unico modello applicabile, visto che esistono in sostanza due modelli polarmente opposti per quel che riguarda la fornitura del servizio sanitario. Il primo modello accetta e sostiene la completa sovranità del consumatore in relazione alle scelte inerenti alla sfera sanitaria; il modello opposto ritiene che lo stato sia invece l’operatore in grado di determinare le scelte circa l’organizzazione, la quantità e il metodo di ripartizione delle risorse. Il primo tipo di modello assume ovviamente che il consumatore, con il suo reddito e le sue preferenze, sia il fulcro decisionale.

 

La diversificazione dell’offerta

È chiaro che all’interno di questa ideologia, il mercato delle prestazioni, siano queste di assicurazione contro il rischio, siano invece per la fornitura del servizio, devono assicurare al consumatore un ventaglio quanto più ampio di possibilità di scelta. Il mercato, quindi, in questo contesto viene visto come un’espressione della sovranità del consumatore e come un metodo mediante il quale il consumatore esprime le sue scelte. La diversificazione dell’offerta accresce la possibilità di consumo ed è quindi vista come un fattore molto importante per aumentare l’utilità del consumatore. La visione polarmente opposta è ovviamente quella che mette lo stato al centro del sistema come unico operatore informato in grado di sviluppare delle scelte oculate e sensibili. Il consumatore in questo caso viene visto come un individuo da proteggere sia dal mercato che da sé stesso. Lo stato, quindi, tenderà a ridurre le possibilità di scelta del consumatore e le alternative possibili in quanto in questo contesto diverse alternative sono viste come un fenomeno che crea solo confusione: siccome il consumatore non è un agente informato, avere a disposizione diverse opportunità rende la scelta più aleatoria. Organizzare il servizio sanitario secondo una di queste due visioni non sarebbe ovviamente molto difficile. Nel caso del mercato sovrano basta prevedere un sistema completamente privato e nel secondo caso un sistema pubblico; nella realtà però questi sistemi così estremi si riscontrano solamente in rari e pochi casi. Di certo, il sistema degli Stati Uniti è molto simile al modello di mercato mentre il sistema che viene adottato in Svezia è molto simile al modello accentrato, anche se la regola generale negli altri paesi è quella di avere un sistema di sanità che sia sostanzialmente misto. Ed è all’interno di questi sistemi misti che si va a riscontrare la più importante varietà di modelli sia di tipo teorico che applicati nella realtà. Non esiste una correlazione precisa tra il metodo di finanziamento utilizzato e l’organizzazione del sistema, anche se i sistemi basati in prevalenza su un finanziamento privato della sanità di solito adottano una organizzazione privata del servizio. Per quel che riguarda l’organizzazione del servizio si va dai sistemi in cui il consumatore ha poca libertà di scelta in quanto tutte le decisioni vengono prese dallo stato ai sistemi privati in cui il cittadino ha invece la massima libertà di scelta in questo senso.

 

 

 

 

SIMONE RICCI